mercoledì 2 febbraio 2011

Segnalazione: RADIANCE di Alyson Noël!


L’AUTRICE CHE CON LA SERIE DE GLI IMMORTALI HA SCALATO
LE CLASSIFICHE DEL NEW YORK TIMES, TORNA IN LIBRERIA CON UN ROMANZO
CHE LASCERA’ IL SEGNO.
 Radiance 
di
Alyson Noël

A settembre Radiance ha raggiunto il secondo posto nella classifica
dei libri per ragazzi più venduti del The New York Times Book Review e i vertici
delle classifiche di Publishers Weekly e Usa Today.
Trama:
Riley Bloom ha lasciato sua sorella Ever nel mondo dei vivi e ha attraversato il ponte verso la vita ultraterrena, un posto in cui lo spazio è sempre immutato e il tempo non si sposta dal presente. Riley, accompagnata dal suo cane Buttercup, ha finalmente ritrovato i genitori e si gode la piacevole e rilassante condizione di non-viva quando viene improvvisamente convocata dal Consiglio, che la mette a conoscenza di un importante e delicato segreto. A questo punto Riley deve mettersi al lavoro e rinunciare a un’eternità che credeva fatta di soli piaceri e tempo libero. Le viene assegnato un compito, quello di cacciatrice di anime, e un insegnante, Bodhi, un curioso ragazzo che non riesce a comprendere fino in fondo. Riley, Bodhi e Buttercup devono tornare sulla Terra per il loro primo incarico: sono sulle tracce dell’anima di un ragazzo che ossessiona da secoli un castello in Inghilterra. Molti cacciatori di anime hanno cercato di fargli attraversare il ponte senza successo, ma il giovane non ha mai incontrato Riley e non sa di cosa lei sia capace... Dall’autrice che con la serie de Gli immortali ha scalato le classifiche del New York Times, un nuovo ciclo di romanzi che hanno come protagonista Riley, la giovane sorella di Ever.

Un estratto:
1

La maggior parte delle persone crede che la morte sia la fine. La fine della vita... dei bei tempi... la fine di, be’, più o meno di tutto. Ma quelle persone si sbagliano. Si sbagliano di grosso. E io lo so bene. Sono morta all’incirca un anno fa
2
La cosa più strana del morire è che in realtà non cambia niente. Voglio dire, vi aspettereste un grande cambiamento, giusto? Perché morire... be’, diciamocelo, è una cosa abbastanza drammatica. Sull’argomento hanno scritto canzoni, libri, e anche sceneggiature. Accidenti, è persino uno dei temi principali nei cartoni animati del sabato mattina. Ma la questione invece non ha niente a che fare con quello che si vede in tv. Nemmeno un po’. Prendete me, per esempio. Io sono viva, ehm, perciò considerate che è sicuro... come la morte, che la morte non è poi così diversa. O almeno, non all’inizio. E almeno, non in senso negativo come probabilmente voi credete. Perché a dire il vero, nel momento in cui sono morta mi sono sentita più viva che mai. Potevo saltare più in alto... correre più veloce... potevo persino attraversare i muri se volevo. Ed è stato soprattutto questo l’elemento rivelatore. Il fatto di attraversare i muri. Visto che non è che potessi fare una cosa del genere prima, è così che ho capito che qualcosa era successo. Qualcosa d’importante. Ma fino ad allora, era sembrata una fantastica gitarella in macchina. Cioè, mio padre decise tutt’a un tratto, inaspettatamente, di cambiare direzione. Un minuto prima filava sulla strada sinuosa, mentre io cantavo seguendo l’iPod, con la testa del mio cane Buttercup appoggiata sulle ginocchia, facendo del mio meglio per ignorare quella prepotente di Ever, mia sorella maggiore, che in pratica vive per tormentarmi. E la cosa successiva che ricordo è che eravamo completamente da un’altra parte. Non più sulla superstrada, non più nell’Oregon, non so come eravamo atterrati nel bel mezzo di questo magnifico campo che splendeva, pieno di alberi pulsanti di luce e di fiori vibranti. E quando i miei genitori andarono in una direzione e mia sorella in un’altra, io me ne restai lì, con la testa che mi girava da matti, indecisa su chi seguire.
Una parte di me mi incitava: ‘Attraversa il ponte con mamma e papà e Buttercup... loro sanno cos’è meglio!’»
Mentre l’altra parte insisteva: ‘Non fare la santarellina... se Ever vede qualcosa di strabiliante e tu te lo perdi, te ne pentirai per sempre!’
E quando alla fine decisi di seguire mia sorella, ci avevo messo così tanto tempo che se n’era già andata. Semplicemente... scomparsa. Nella nebbia fluttuante. Era tornata lì, sulla Terra. Ed è così che sono rimasta intrappolata. Intrappolata fra due mondi. Finché non sono riuscita ad arrivare Qui.
È così che lo chiamano: ‘Qui.’ E se sei tanto scemo da chiedere che ora è, ti risponderanno: ‘Ora.’
Probabilmente perché Qui il tempo non esiste, il che significa che tutto accade, be’, nell’istante in cui accade, che è sempre... ora. Quindi, credo che si potrebbe dire che vivo Qui e Ora.
Stranamente, non è così diverso da dove vivevo prima, lì a Eugene, nell’Oregon. Eccetto che per il tempo, che non esiste. E naturalmente, per quel piccolo particolare di poter attraversare i muri e via dicendo. Ma a parte questo, e il fatto che posso fare apparire qualsiasi cosa io voglia – tipo case e automobili e vestiti, persino animali e spiagge – semplicemente immaginandola, è tutto più o meno uguale.
I miei genitori sono Qui. I miei nonni pure. Persino il mio dolce labrador color miele, Buttercup, ce l’ha fatta. E anche se potremmo vivere ovunque vogliamo, in qualsiasi tipo di casa si possa desiderare, la cosa divertente è che il nuovo quartiere è una copia quasi perfetta del mio vecchio quartiere nell’Oregon.
È tutto identico, addirittura i vestiti appesi nell’armadio, le calze stipate nei cassetti, e i poster attaccati alle pareti della mia stanza. L’unica cosa diversa, l’unica cosa che in qualche modo mi scoccia, è il fatto che tutte le altre case nei paraggi sono vuote. Principalmente per il fatto che tutti i miei vecchi vicini e amici sono vivi e in salute, e ancora lì sulla Terra (be’, per ora almeno!). Ma ripeto, eccetto questo, è esattamente come lo ricordo.
Esattamente come lo desideravo. Vorrei solo avere degli amici con cui godermelo.
3
Quando mi sono svegliata stamattina... Oh, questa è un’altra cosa... Probabilmente pensavate che non avessi bisogno di dormire, giusto? Be’, all’inizio è quello che ho pensato anch’io. Ma per come me l’hanno spiegata i miei genitori, siamo, in un certo senso, più vivi che mai, siamo fatti di energia nella sua forma più pura. E dopo una lunga giornata di creazioni e apparizioni e, be’, qualsiasi altra attività le persone Qui scelgano di svolgere, la nostra energia ha bisogno di una piccola sosta, un sonnellino per riposare, per recuperare e rigenerarsi... il che, di nuovo, non è diverso dalla vita sulla Terra.
Insomma, quando mi sono svegliata stamattina con Buttercup che scodinzolava e mi leccava la faccia, nonostante sia una maniera abbastanza piacevole di svegliarsi, l’ho spinto via, tirandomi la coperta sulla testa, e rigirandomi così da dargli le spalle. I miei occhi si sono stretti al massimo e ho tentato di immergermi di nuovo nel mio sogno mentre Buttercup continuava a mugolare e guaire e toccarmi con la zampa. E proprio quando stavo per cacciarlo via di nuovo, ecco che mi sono ricordata: Buttercup era eccitato per me.Tutti erano eccitati per me.
Da quando ero arrivata Qui, ero stata quasi sempre impegnata ad abituarmi alla mia nuova vita, integrandomi di nuovo nella mia famiglia, e fondamentalmente cercando di imparare come funzionano le cose in questo posto. E ora che mi ero ambientata, era arrivato il momento del mio primo giorno di scuola (sì, abbiamo la scuola Qui... non è tutto rose e fiori, sapete), e visto che tutti si mostravano così eccitati al riguardo, mi è sembrato doveroso mostrarmi eccitata anch’io. Abbastanza eccitata da alzarmi dal letto, prepararmi, e avere il tempo di far apparire qualcosa di carino da mettermi, così potevo, almeno secondo i miei genitori, andare in un posto dove avrei: ‘Incontrato nuovi amici, imparato nuove cose, e in men che non si dica mi sarei ritrovata a riprendere dal punto esatto in cui avevo interrotto a casa!’
E per quanto non ne fossi convinta, per quanto fossi pronta a scommettere qualsiasi cosa che non si sarebbe rivelato nemmeno lontanamente vero, mi sono limitata a sorridere e assentire. Volevo che pensassero che ero impaziente quanto, evidentemente, lo erano loro.
Non volevo che sapessero quanto mi mancava la mia vecchia vita laggiù a casa – mi mancava così tanto che ormai era una specie di dolore costante dentro di me –, e nemmeno che ero praticamente strasicura che questa scuola, non importa quanto fosse favolosa secondo loro, non avrebbe mai potuto competere con quella che mi ero lasciata alle spalle.
Così, dopo essermi gustata una frugale colazione con mamma e papà (e no, in realtà non abbiamo più bisogno di mangiare, ma rinuncereste al piacere dei cereali con dentro le toffolette se non foste costretti?), mi sono messa in cammino. All’inizio indossavo la classica uniforme da college: camicia bianca, gonna a quadri, giacca blu, calze bianche e scarpe carine, visto che ho sempre desiderato frequentare una scuola che richiedesse l’uniforme, ma poi per strada ci ho ripensato e l’ho sostituita con un paio di jeans aderenti, ballerine e un soffice lanuginoso cardigan blu indossato sopra un top con il logo del mio gruppo preferito.
Sul serio, far apparire le cose è davvero facile... o almeno lo è Qui. Basta pensare a quello che vuoi, qualsiasi cosa, stampartelo bene in mente... e voilà... come per magia, ce l’hai!
Comunque, ho continuato a procedere così, cambiando e ricambiando, avanti e indietro, i due look. Facevo due passi come una ragazza da college, e altri due vestita come una dodicenne superstilosa. Calcolavo che sarei rimasta coi vestiti che avevo addosso nel momento in cui avrei raggiunto il campus, sapendo che potevo sempre cambiarmi in un istante se quella si fosse rivelata la scelta sbagliata. Poi, a un certo punto della strada, l’ho visto.

ALYSON NOËL è nata e cresciuta in California. Dopo il liceo ha vissuto per diversi anni a Mykonos, prima di trasferirsi a Manhattan, dove ha lavorato come hostess. Ha vinto i premi National Reader’s Choice Award, NYLA Book of Winter Award, NYPL Books for the Teen Age, TeensReadToo, 5 Star Gold Award, TeenReads, Best Books of 2007, Reviewer’s Choice 2007 Top Ten. I suoi romanzi sono pubblicati in: Croazia, Russia, Polonia, Taiwan, Germania, Brasile, Ungheria, Francia, Corea, Regno Unito, Grecia, Spagna e Bulgaria. Fanucci Editore ha già pubblicato i primi tre volumi della serie Gli Immortali Evermore, Blue Moon e Shadowland – e Segreti e sorelle. Di prossima uscita il quarto volume della serie Gli Immortali, Dark Flame.

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