giovedì 14 aprile 2011

Dedicato a... Solo ma vero di Giovanni Bernuzzi. GIVEAWAY ABBINATO!

Solo ma vero
di
Giovanni Bernuzzi


Titolo: Solo ma vero 
Autore: Giovanni Bernuzzi 
Genere: Narrativa / Non fiction 
Pagine: 128
Formato: 12,5 x 19,5 
Uscita: febbraio 2011 
ISBN: 978-88-96941-03-4 
Prezzo: €12,50


Trama

Come si diventa ciò che si è: la storia di una formazione dagli anni ‘60 alla fine del secolo, tra Milano, Barcellona e Dublino. Solitario ed in cammino, verso la musica del cuore. 
Nella copertina di questo libro è riportato il testo del seguente messaggio di Mario Rigoni Stern: “La ringrazio per Solo ma vero che ho letto ora con partecipazione. Ho ritrovato qualcosa della mia lontana giovinezza, quando leggevo i poeti del dolce stil novo”. 
(Mario Rigoni Stern, maggio 2007)  



Recensione  a cura di Jessica Ravera

Non è mia abitudine contestualizzare un libro nel luogo in cui andrò, ma ne prendo uno a caso dalla libreria e lo getto in valigia. Quel che sarà sarà! La maggior parte delle volte mi sono trovata a leggere Márquez a Praga, la Yoshimoto in Spagna e Joyce in Grecia (e non era nemmeno l’Ulysses, che magari un minimo…ma Dubliners!). In previsione di un week end a Firenze mi è capitato “Solo ma vero “ di Giovanni Bernuzzi. Mentre il treno è fermo in stazione rigiro il libro fra le mani. Mi colpiscono la fotografia della copertina (un’ombra allungata sul sentiero del Cammino di Santiago) e sul retro un messaggio all’autore da parte di uno scrittore che ho amato: M. Rigoni Stern. Se ha emozionato lui, spero lo faccia anche con me… Quando il treno si allontana dalla stazione sono già alla ventesima pagina, con la naturalezza di un respiro.
Bernuzzi inizia la sua autobiografia, il suo racconto, il suo percorso, in un quartiere centrale di Milano e noi siamo con lui nella sua infanzia di scolaretti vestiti tutti uguali da foto ingiallita, nel suo rapporto infantile con Dio, scandito da libretti di buone maniere e timori arcani. Filtriamo con i suoi occhi la contestazione giovanile degli anni ’70, vissuta da piccole ribellioni, nei capelli, nei vestiti e nei viaggi di un animo irrequieto e mutevole, ma allo stesso tempo fedele a se stesso e ai classici letterari che scandiscono il susseguirsi del tempo.
E infatti, perfettamente inserite nella narrazione, quasi fossero parte di essa, ci sono le mille citazioni di libri che lo hanno accompagnato ed emozionato. È bello scoprirle e pensare a quando eravamo noi a studiarle nei libri di scuola e magari alcune ci sembravano frasi lontane e anacronistiche per poterle apprezzare e fare nostre. Lo scrittore invece, le spolvera e ce le rende vive e pulsanti tanto da poterle credere parte di un linguaggio moderno, di un nostro sentire attuale. Personalmente dopo questa lettura ho poi apprezzato autori che da sempre ho snobbato per partito preso, mi sono detta: se ha scritto questa frase così forte, sono allora curiosa di leggerne l’opera intera. È nata in me quindi la voglia di altri libri, di altre storie da intraprendere.
Mi colpisce la delicatezza con cui sono tracciate le emozioni e i sentimenti per i personaggi femminili che incrociano il suo cammino. Mi sorprendo spesso a sorridere delle sue esperienze con l’Amore, dalle idealizzazioni quasi sacre dei primi anni, a quelle un po’ più profane da ragazzo. Come passare da una stilnovistica contemplazione e adorazione dell’amata, a una più carnale e sanguigna passione di una poesia di Campana (di cui mi sono comprata il libro, dopo aver letto “Solo ma vero”)
E sono seduta in un piccolo caffè osservando la facciata di S. Maria del fiore, quando arrivo all’ultima frase e la rimastico a bassa voce tenendo ancora il libro fra le dita. Ripenso alla storia appena letta di una persona che non conoscevo, ma attraverso le cui parole ho potuto “vivere” in modo semplice e contemplativo mezzo secolo della nostra Storia.


Intervista a cura di Jessica Ravera
Risponde Giovanni Bernuzzi

1) Com’è nata l’idea del romanzo “Solo ma vero" e come hai deciso la sua particolare struttura narrativa?  
 Per me le idee, come l'amore, nascono in realtà da sole. Si può voler scrivere un libro, avere il desiderio d'innamorarsi: ma chi, come, quando, dove... viene da sé. Certo potrei dire, e il libro dimostra che è vero, che mi è venuta leggendo. Allo stesso modo potrei dire allora di essermi innamorato passeggiando, conversando, magari solo per lettera, per e-mail: ma sino al giorno prima, all'istante prima, stavo leggendo, camminando,  rispondendo alle e-mail come sempre e non avevo l'idea del libro, non ero innamorato. E poi ce l'ho, lo sono: non di "una" donna, di "un" libro, ma proprio di quella donna, di quel libro. E infatti la particolare struttura del romanzo è nata insieme all'idea, in un certo senso è l'idea stessa.

 2) Nonostante il tuo libro sia “fisicamente” breve, dentro contiene un vissuto di circa 30 anni. Quali sono stati quindi i tempi di lavorazione?

Ne ho scritto la prima stesura all'inizio degli anni '90 e poi l'ho rivisto e riscritto per circa quindici anni. E nel farlo, dato che sono io "la matiere de mon livre", per dirla con Montaigne, nel testo si andavano inserendo quasi da sé le nuove vicende, i nuovi incontri, le nuove letture della mia vita. Per cui nel romanzo si intrecciano sincronicamente il racconto di ciò che è stato, la memoria, e di quello che è mentre racconto, la vita.

 3) La narrazione è intrisa di citazioni letterarie più o meno svelate. Una sensazione meravigliosa per gli amanti della letteratura, ma come consigli l’approccio al tuo stile a chi invece è più estraneo ai classici?

Se sono riuscito a realizzare la mia idea, allora non ce n'è bisogno. Basta che il lettore, chiunque sia, si lasci andare, coinvolgere e portare dal racconto, dalle parole: perché le citazioni sono inserite nel fluire della narrazione in modo che potrebbero anche non esser tali e, se non fossero indicate, passerebbero del tutto inavvertite.

 4) È facile intuire (e per chi non lo intuisse lo dichiari apertamente nel libro) la tua passione profonda per la lettura. Per quanto riguarda invece la scrittura? Scrivi da sempre?

Da sempre il mio vero piacere è leggere, sin da bambino, e da sempre scrivere è per me una parte minima - per qualità e quantità - ma inevitabile di questo infinito piacere.

 5) Attraverso il tuo percorso di vita i lettori della mia generazione hanno modo di vivere uno spaccato di Storia italiana di cui abbiamo solo sentito parlare. Che cosa puoi dirci in più?

La storia che narro ha la s minuscola, spesso però si sfiora o s'intreccia con quella maiuscola. È un romanzo, un percorso di formazione, anche se di tipo particolare, che inizia in anni - quelli della mia adolescenza ("che come tutti sanno, scrive Pasternak, è infinita") - in cui accaddero e cambiarono veramente tante cose, dentro e fuori di me, e non sempre questa distinzione era chiarissima. Scrivo di me, ma io ero lì, solo un po' più in là: e anche questo credo renda particolare il libro.

 6) Com’eri ieri possiamo provare a immaginarcelo dal tuo racconto, ma chi è Giovanni Bernuzzi oggi?
 In cammino, sempre diverso e sempre uguale, come le onde del mare...  Creo castelli in aria ma, quasi contemporaneamente, cerco anche di costruirci sotto le fondamenta: un giorno o forse una notte riuscirò a farli combaciare, e so che sarà su un'isola.
  
7) Se potessi vedere nel cuore e nella mente di chi ha appena terminato e chiuso il tuo libro che cosa vorresti leggerci dentro?

La voglia di leggere/rileggere gli autori, ma soprattutto di conoscere/riconoscere se stesso e magari - perché no? - di trovarsi o divenire un po' migliore.



Per partecipare al giveaway, commentate e condividete il post, e poi compilare necessariamente il form.
Scadenza 20 maggio 2010

9 commenti:

  1. già dal titolo si possono trarre svariate idee, quindi sarei curiosa di approfondire e conoscere le idee altrui e magari potrei coglierne suggerimenti validi
    Partecipo!
    nonnalui@gmail.com

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  2. ciao irene, mamma mia ancora non mi sono fermata due secondi per sfogliare il bloge e leggere i diversi racconti!!!
    questo libro, da come lo descrive jessica sembra molto interessante, e immagino anche la sua faccia quando è arrivata alla fine del libro..dal modo in cui ne parla sembra favoloso, e quindi partecipo con la speranza di vincerlo!!!
    a presto
    sori

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  3. Salve! Partecipo volentieri ^^ Questo libro sembra davvero particolare *_* Il viaggio di formazione dello scrittore mi sembra un'impresa stupenda. Forse è vero che bisogna prima perdersi nel mondo per ritrovarsi. Sono convinta che questo libro possa dare un'indicazione o almeno sproni ognuno di noi a cercare la propria strada ^^

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  4. Ho deciso di partecipare e spero di aggiudicarmi questo libro perchè ritengo che la storia ha sempre qualcosa di nuovo da farci conoscere è come una strada che percorri ogni giorno ma ogni momento puoi incontrare ostacoli

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  5. http://www.facebook.com/profile.php?id=100001224291895#!/profile.php?id=100001224291895 ciao partecipo e condivido il givwaway su facebook, la mia mail è valzy87@yahoo.it
    GRAZIE MILLE

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  6. partecipo volentieri, di solito sono un po' dubbiosa per quanto riguarla le autobiografie ma in quiesto caso mi piace molto il fatto che sia accompagnata da citazioni tratte da altri libri, mi incuriosisce :)

    Fra

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  7. dello stesso autore ho letto "incontri casuali tra sconosciuti" e come l'autrice della recensione di questo "solo ma vero " mi ero trovata a leggere di un fiato un libro interessante e profondo ...partecipo volentieri e spero di aggiudicarmelo ,ho voglia di leggere un buon libro scritto bene e sono certa che questo lo è !

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  8. Grazie!
    Dalla recensione che ho letto pare proprio che sia da leggere e molto bello.
    Non è il genere che preferisco, ma perchè non aprire gli orizzonti?

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  9. molto interesante..soprattutto la possibilità di ripercorreree un pezzo di storia italiana attraverso la vita di un altro
    nick follower catymariposina
    email maison-@hotmail.it

    RispondiElimina

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