venerdì 3 giugno 2011

GRANO E SPADE di Riccardo Paoli, ed. SEF

Nella campagna senese, in una vecchia casa senza televisore né internet, Bri e la sua famiglia passano alcuni giorni di vacanza. Suo padre, per allietare le serate, inizia a raccontare l’episodio della battaglia di Montaperti, rivelando alcuni particolari sconosciuti anche ai libri di storia.
Bri ascolterà le avventure di Benuccio, scudiero di Iacopo de’ Pazzi, disposto a tutto pur di combattere, di Tubrino, giovane contadino in cerca di un signore che lo faccia cavaliere e di sua sorella Amalia, in cerca dell’amore vero, e per questo in conflitto con la madre che la vuole vendere a ricchi e attempati cavalieri.
Sullo sfondo la guerra con i suoi pericoli, e l’ingegno di questa umile umanità, capace sempre di trovare una via di salvezza anche nelle situazioni più intricate.

RECENSIONE (Samanta)


Una fiaba che ricorda una delle battaglie storiche del Medioevo più famose in Toscana: Montaperti.  Un padre del nostro tempo che per allietare il figlio decide di narrargli una storia attingendo proprio dalle terre in cui trascorrono qualche giorno di vacanza. L’assenza della televisione e di internet stuzzicano la fantasia e prendono così vita personaggi tanto diversi tra loro, ma accumunati da uno stesso destino. Benuccio, scudiero di Jacopo de’ Pazzi e Tubrino, giovane contadino che sogna di diventare un famoso soldato. L’osteria senese condotta da due belle donne, Usilia, la madre e Amalia, la figlia, sarà un importante punto di ritrovo di signorotti e poveri  uomini del popolo. Sullo sfondo la triste guerra tra guelfi e ghibellini e la gloriosa vittoria di Siena su Firenze, che ancora oggi viene ricordata durante il corteo paliesco. Lo scrittore si muove tra questi fatti storici con una destrezza invidiabile, tanto che sembra di vedere un film. Spesso si sofferma su parole ormai cadute in disuso e con l’espediente di insegnarle al figlio ne dà una perfetta delucidazione al lettore. Si impara leggendo, si scopre trucchi di battaglia, si ride delle malefatte della bella Usilia che cerca di vendere la figlia al miglior offerente. L’amore trionfa in un tempo in cui sembrava essere l’ultimo dei desideri realizzabili. Siena scaccia l’impostore e “trionfa immortale”. Un romanzo breve ma un concentrato di pura sapienza non noiosa, anzi, utile a chiunque voglio distrarsi dalla vita di tutti i giorni e conoscere il proprio passato.  Complimenti a questo autore per aver gestito con scioltezza un tema non proprio delicato e alla casa editrice per aver nuovamente pubblicato un’opera di alta qualità narrativa!


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