martedì 12 luglio 2011

Recensione: Corporation di Alessandro Limena

Corporation 
di
Alessandro Limena



Titolo: Corporation
Autore: Alessandro Limena
Casa Editrice: IBISKOS

Trama
L’omicidio di un uomo avviene sotto gli occhi di un testimone ubriaco.
Segreti che devono assolutamente rimanere tali, brucianti storie d’amore, scorie radioattive, sistemi di tortura sperimentali, un manipolo di uomini e donne costretti a nascondersi e combattere per la propria sopravvivenza alla ricerca della verità, una verità sconcertante, terribile, una verità impossibile da raccontare…

Recensione
Il libro inizia come una spy story molto promettente. Con un avvio coinvolgente e ad alta tensione insieme a una giusta dose di suspense e mistero, il romanzo sprona alla lettura e appassiona; ci sono tutti gli elementi giusti: un omicidio, la ricerca spasmodica di un CD Rom con dati compromettenti su affari loschi che, se rivelati, potrebbero portare a scoprire un vaso di Pandora dagli esiti catastrofici e una caparbia ricerca da parte di un gruppo di amici che si improvvisa detective e spie per riuscire a smascherare un ingegnoso quanto criminale intento. Il gioco si fa pesante e duro fino all’epilogo.

Tutto l’impianto narrativo, però, nonostante una scelta lessicale di altissimo livello, non sempre consente al lettore una chiave di lettura facile e scorrevole. Si innestano in verità troppi personaggi non ben legati fra loro che dal nulla rivelano insospettabili capacità tecnologiche e scientifiche difficilmente riscontrabili in persone normali.
Inoltre i siparietti sentimentali sono un po’ troppo lunghi: in una spy story essi dovrebbero costituire pennellate rapide e fulminee tendenti a sgravare la tensione senza spezzare il filo rosso che lega indissolubilmente tutti gli eventi concatenati dall’inizio alla fine. Al contrario le frequenti incursioni sull’ineffabile universo femminile portano piuttosto a distrarre il lettore che fatica un po’ a rientrare nell’atmosfera del racconto.
Comunque un esperimento letterario interessante.

A cura di Maria Irene Cimmino

1 commento:

  1. non sono un'amante dei gialli e anche se questo non lo sembra in realtà per le varie contaminazioni stilistiche non credo faccia x me ma grazie per il tuo contributo :)

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