martedì 11 ottobre 2011

Women's Fiction Festival 2011: ecco come è andata...

                                                                   Vi lascio alla nostra inviata speciale e al suo resoconto sul Women's Fiction Festival e colgo l'occasione per ringraziare Simona infinitamente.
I.P.

                  “Preferisco leggere”


                                                 

 Simona Liubicich, in collaborazione con “Tuttosuilibri” è lieta di presentarvi


                          “Il mio viaggio a Matera”

 Simona Liubicich, classe 1970, nasce in Liguria da genitori Giuliani. Autrice del romance contemporaneo ambientato in Iraq “Sfumature del deserto”, ha pubblicato diversi racconti ed è stata la prima esordiente a comparire su Romance Magazine con il suo “Ricordo di un amore”. Presente nelle antologie Delos, scrive racconti rosa per GVE Confessioni Donna. Ha appena terminato un romance storico ambientato nell’Italia dei primi 800 che spera di vedere al più presto pubblicato. Vive in Liguria col marito, la figlia ed il suo labrador Isotta, in una tenuta immersa negli olivi, il suo “paradiso perfetto”.
  

Carissime amiche e lettrici, sono stata ufficialmente incaricata da Irene Pecikar, amministratrice del blog letterario“Tuttosuilibri”, di raccontarvi che cosa è successo qui a Matera durante l’importante kermesse di Women's Fiction Festival. Spero di non deludere le vostre aspettative essendo la prima volta che faccio l’inviata per un blog, quindi cercherete di sopportare con pazienza queste mie prossime elucubrazioni mentali…
Matera è una città che mi ha lasciata a bocca aperta, appena giunta con un volo splendido da Genova. Da alcuni anni entrata a far parte del patrimonio dell’UNESCO, racchiude in sé un’atmosfera suggestiva ai confini tra la Puglia e la Basilicata. Passeggiando a zonzo ho scoperti paesaggi integri, una varietà di patrimoni artistici, storici ed archeologici da lasciare senza parole, eppur ancora poco conosciuti. Il panorama dei Sassi si può ammirare da ogni punto della città, amenamente affacciati su terrazzini panoramici, dove ho potuto scattare diverse foto con un cielo cobalto affascinante cercando di scorgere qualche falco grillaio in volo, una specie rara di rapace della zona.
                
Alloggio in un pittoresco Hotel in mezzo al Sasso Barisano, un saliscendi di scale acciottolate che nemmeno potete immaginare (altro che palestra e step!), recuperato da un vecchio complesso edilizio risalente ai principi del Settecento, vicinissimo al centro e lontano da qualsiasi rumore. Essendo giunta con un giorno di anticipo rispetto l’inizio del Festival, ho fatto la vita da turista passeggiando per questa città a misura d’uomo; il centro lo si percorre totalmente a piedi senza fatica. Matera è differente rispetto le città che sono solita frequentare; poco traffico, gente cordiale e profumi gastronomici che inebriano mente e stomaco mentre osservo con palese golosità i menù delle trattorie sotto porticati ombrosi, i tavoli coperti da tovagliette a quadretti rossi e bianchi. Qui la cucina la fa da padrona; il pane, l’olio e gli ortaggi saporiti caratterizzano questa cucina mediterranea proveniente da antiche tradizioni tramandate di padre in figlio. I mazzi di rossi peperoni appesi alle finestre ed alle porte mi fanno pensare di essere immersa in un paesaggio d’altri tempi, se non fosse per le automobili che transitano lungo la strada principale poco distante. Ma lasciando stare la cucina che, ahimè, non posso gustare, proseguo il mio cammino lungo Piazza Vittorio Veneto, raggiungendo i luoghi “clou” dove si svolgerà la manifestazione, tanto per portarmi avanti col lavoro. Via Ridola è la strada principale; qui si inaugurerà ufficialmente il WFF, presso la Chiesa del Purgatorio alle 18.
              
La sera mi concedo una cena, come direbbe il mitico Fantozzi, “mostruosamente dietetica”, alla Talpa”, un’ottima locanda nel sasso Barisano dove ho gustato una tagliata di manzo sopraffina contornata dalle cicorielle, verdure tipiche saltate in padella, gustosissime, riuscendo a soddisfare il mio palato nonostante i piatti di orecchiette e cavatelli che mi transitavano davanti.

        
29 settembre
Ma eccoci finalmente al 29 settembre, l’inizio ufficiale del Woman Fiction Festival; dopo aver partecipato alla Borsa del Libro, l’incontro che gli autori hanno in diretta con gli editori per proporre le loro opere in soli 10 minuti (povera me…), mi sono spostata alla chiesa del Purgatorio, dove si sarebbe svolta l’apertura del Festival. Giunta da pochi secondi, mi sento toccare la spalla da dietro… e chi vedo di fronte a me? Ma la simpaticissima June Ross, splendida in un tailleur con tocchi zebrati e scarpe con tacco a stiletto in coordinato, un’icona di eleganza (io in pantaloni, t-shirt ovviamente neri e sneakers, senza trucco, come sempre…). Dopo i calorosi saluti, ci sediamo in terza fila di fronte al palco dove siedono le autorità organizzatrici dell’evento:
Elizabeth Jennings, presidente WFF
Enrico Filippucci, direttore artistico Opera Arte e Arti
Patrizia Traverso, autrice di “Preferisco Leggere”, Tea libri
Giuseppe Lupo, autore di “L’ultima sposa di Palmira” Marsilio
Marco Ferrario, amministratore delegato Book Republic
Giovanni Solimine, Associazione Forum del Libro
Oreste Lopomo, giornalista moderatore dell’incontro.

                     
Finalmente si comincia, presente la Rai Regionale che effettua le riprese video; dopo i saluti effettuati da Elizabeth Jennings per presentare l’edizione 2011 è la volta del Sindaco di Matera, che ringrazia gli organizzatori ed i partecipanti con un breve ma incisivo discorso. Pochi minuti dopo arriva il Presidente della regione Basilicata, che discorre sull’importanza di questa manifestazione ed esprime il suo consenso entusiasta all’iniziativa poiché Matera è candidata come Capitale della Cultura nel 2019.
Appena prende la parola Patrizia Traverso, fotografa ed ideatrice della mostra “Preferisco leggere”, la mia attenzione viene catturata da questa donna che ho avuto il privilegio di conoscere durante il transfert dall’aeroporto di Bari, sulla navetta del WFF. Patrizia ha lavorato nel design  e nell’editoria ma ultimamente si è dedicata anima e corpo a quella che è la sua passione, la fotografia. Le sue immagini sono state pubblicate su diverse testate giornalistiche ed editoriali ed esposte in numerose mostre come quella di Genova di Bacci Pagano che ha rappresentato il nostro Paese al Melbourne Italian Festival. Le sue due opere editoriali sono “Mari di sabbia” di Sperling & Kupfer e “Buon vento” della medesima casa editrice.
Patrizia parla di sé come una professionista che preferisce ritrarre gli ambienti che circondano le persone piuttosto del mero fotoritratto. Asserisce che quando il soggetto viene immortalato in una fotografia, non mantiene mai la sua immagine di sé ma assume atteggiamenti differenti dalla sua personalità, incrementati anche dall’impronta che il fotografo dà all’immagine che scatta. Quindi, secondo lei, il risultato non è mai naturale. La fotografia invece, di un individuo immerso nella lettura, cattura veramente l’essenza di ciò che egli sta compiendo; quasi non si accorge dell’ambiente che lo circonda, immerso in quel mondo fantastico; ecco che quindi la fotografia prende forma, l’ambiente fa da cornice a ciò che la scrittura vuole esprimere, l’assoluto coinvolgimento personale.

Continua il dibattito Giuseppe Lupo, scrittore e finalista del Premio Campiello con “L’ultima sposa di Palmira”. Insegna letteratura contemporanea presso l’Università cattolica di Milano ed ha catturato la mia totale attenzione per il suo modo di esprimersi, forte, chiaro e diretto. Parla di Matera come una forma di scrittura del paesaggio dove le pietre sono parole e sostenendo che essa abbia molto da dire. “L’importante è che si racconti” afferma, sottolineando questo vecchio detto che significa che ogni tragedia possa accadere nella vita di un individuo, l’importante è superarla ed esserci per poterla raccontare ai posteri, ingannando così la morte stessa; una frase che mi ha particolarmente colpito…
Prosegue il nostro dibattito Marco Ferrario, amministratore delegato Book Republic che ci parla del fenomeno i-book e delle sue rilevanze ma ne discuterò più avanti in maniera più dettagliata. Elizabeth Jennings, presidente WFF, racconta il fenomeno delle edizioni tascabili, nato nel 1934 quando Alan Lame fonda una casa editrice per libri di piccolo formato, uno scandalo ed una rivoluzione allo stesso tempo per la narrativa. Le edizioni formato tascabile sono destinate ben presto ad invadere il mercato editoriale mondiale per motivi specialmente economici perché finalmente il libro diventa alla portata di tutti. Oggi il web è la rivoluzione che come quella volta, raggiunge tutti, addirittura in maniera più penetrante poiché è in grado di arrivare in ogni angolo del mondo in poco più di un minuto, giovano alla crescita culturale in maniera esponenziale.
Conclude Giovanni Solimine, Associazione Forum del Libro che parla della lettura, dei motivi che spingono un individuo a leggere. Si legge soprattutto per impadronirsi della complessità di un testo. Intorno ad un libro ruotano editori, insegnanti, bibliotecari ed autori, allargando così il perimetro della lettura all’interno di un Paese.

          
       
 La mostra “Preferisco scrivere” di Patrizia Traverso
Ed eccoci dentro alla galleria d’arte Opera Arte e Arti di Via Ridola 4, dove Patrizia ha allestito la sua mostra. Devo dire che sono rimasta piacevolmente impressionata da questi scatti anomali; non sono ritratti e non sono paesaggi. Li considero scene di vita quotidiana e piccole opere d’arte, fotografie che colpiscono la loro bellezza e per ciò che trasmettono a chi le osserva. La galleria era gremita di persone, dalle rappresentanze alla gente comune che mentre passeggiava nel corso è voluta entrare per dare un’occhiata. Molti gli autografi che Patrizia ha rilasciato ai suoi sostenitori, molti i commenti positivi ed i sorrisi entusiasti.
Dopo la mostra sono corsa in albergo per sistemare gli appunti per questo reportage  e per un sano sonno ristoratore.

30 settembre
Adesso si entra in quello che davvero è il cuore pulsante del WFF; da oggi a tamburo battente incontri, dibattiti, brainstorming e convegni con il massimo livello della letteratura femminile. Alle 9.00 sono alla Fondazione le Monacelle dietro il magnifico Duomo di Matera e mi siedo nella sala congressi dove si sta tenendo un dibattito su “Come scrivere un romanzo fantasy”. Sono in prima fila, dove un’autrice ha iniziato il suo monologo. Prendo il mio notes e la penna e mi accingo a prendere appunti quando all’improvviso mi rendo conto che non riesco a staccare la testa da questa donna che cammina per la sala congressi e cattura l’attenzione del pubblico in maniera così potente che stiamo tutti lì a sentirla a bocca aperta. Si tratta di Silvana De Mari, medico chirurgo, psicoterapeuta e scrittrice di fantasy. Tradotta in diciotto lingue è autrice di romanzi come “L’ultimo elfo” e “Il cavaliere, la strega, la morte e il diavolo” oltre a molti altri. “Nessuno mi  può dire cosa devo pensare” di Benjamin Franklin…Questa la prima frase citata da Silvana,  seguita da un discorso complesso sulla presenza della religione in tutti i romanzi fantasy, la FEDE nella VERITA’ e nella MORTE. La fede sono NUMERI; i numeri parlano per tutti i successi del mondo (non esiste più la fame ovunque, il vaiolo e la peste non sterminano più migliaia di persone e questi sono numeri!). E’ importantissima la conoscenza della STORIA e non si può scrivere fantasy senza tali presupposti. Qual è il messaggio finale di un romanzo fantasy? NON ABBIATE PAURA PERCHE’ESSERE VIVI E’ LA COSA PIU’ BELLA DEL MONDO. Silvana ci dice che quando ci sentiamo giù, se un nostro libro fallisce, se non siamo stati selezionati, allora dobbiamo tenere presenti tre cose fondamentali:
  • 1)      Cercare una LAMPADINA; Edison la inventò dopo 188 tentativi e promettere a noi stessi che per quanto possa sembrarci difficile, Edison ce l’ha fatta!
  • 2)      Tenersi stretto un altro lavoro (e qui risata generale!) perché l’indipendenza economica dona indipendenza morale.
  • 3)      CREDERE IN CIO’ CHE SI SCRIVE, sempre e comunque e scrivere in qualcosa in cui crediamo davvero.
Molto importanti nella scrittura, spiega Silvana, sono le IMMAGINI poiché ogni volta che vediamo una foto di un paesaggio che ci piace dovremmo ritagliarlo e conservalo; esso sarà la nostra “terra di mezzo”. E’ più facile descrivere vedendo che immaginando. La MUSICA invece  aumenta il potere emozionale.
Parlando della scrittura di un romanzo, si affronta prima o poi il tema della morte. Non si muore senza dolore per quanto enorme sia il coraggio dei protagonisti ed il dolore va sempre descritto. La morte è il male minore rispetto ad un’altra cosa è questo è il significato del SACRIFICIO e dei GRANDI VALORI. Il vero fantasy parla dell’idea della morte (Tolkjen). Il dolore della morte del personaggio crudele va sempre descritto perché anche lui è comunque stato nel ventre di una madre. La MORTE EPICA va sempre cercata per un motivo ben preciso; le emozioni sono contagiose ma si devono sempre mettere dei paletti di limitazione. Il sacrificio vero è una forma  di egoismo (preferisco sacrificare me stesso piuttosto che vedermi e non aver fatto nulla per aiutare), è una forma di generosità solo se il protagonista è molto forte.
Un colloquio quindi molto profondo con Silvana De Mari, un’autrice che ha passeggiato per la sala descrivendo con enfasi ciò che la muove e coinvolgendo talmente tanto il pubblico che alla fine del dibattito una prolungata standing ovation l’ha sommersa, mentre molti di noi avevano gli occhi lucidi per le sue parole profonde e veritiere.

-         L’editoria digitale: nuove opportunità per chi scrive

         
Anselm Anston- Attica books, UK
Marco Ferrario, Bookrepublic, Italia
Susan Swift, Etopia Press, USA
Sallyanne Sweeney, Watson & Little Literary Agency, UK
In questo interessante dibattito si è discusso dei benefici della lettura digitale, il desiderio di un libro e della possibilità di averlo in tempi brevissimi. Il kindle, lettore di libri elettronici commercializzato da Amazon, fornisce la possibilità acquistarlo velocemente ed a prezzi concorrenziali. Negli Usa uno su cinque libri è un i-book, dal 2007 con kindle. Da noi è giunto nell’estate 2010, in crescita esponenziale, è un device potentissimo e contemporaneamente una library di quasi 1.000.000 di titoli in digitale in Inghilterra.
ITALIA- Tra i mercati è un paese dove la lettura digitale si sta diffondendo alla pari con la Francia mentre la Germania è più forte sui numeri, il Giappone è al primo posto con i manga e la Corea del Sud con la tecnologia, superiore persino agli USA. Marco Ferrario spiega che Bookrepublic è una delle prime librerie on line, una piattaforma di distribuzione e lettori che interagiscono con lo store, gli ALGORITMI DI AMAZON con migliaia di testi, racconti e saggi tradotti principalmente sul mercato americano. EMMA BOOKS ad esempio è un obiettivo di narrativa romance come progetto editoriale in rete.
AMAZON SELF PUBLISHING-  L’autore può pubblicare e vendere direttamente da editore il proprio libro sul web. E’ un elemento cruciale e determinante rispetto all’editoria cartacea dove il passaggio del pagamento all’editore viene cancellato. Fare self publishing per un autore significa tradurre il libro in inglese perché andrà sul mercato USA. Il lavoro è maggiore ma significa anche guadagni maggiori perché l’autore diviene l’agente di se stesso, editore di se stesso curando la traduzione, la copertina per il contesto digitale,  le info che accompagnano la scheda del libro, usare gli store ed essere maggiormente visibile ma soprattutto cancellare lo spazio tra autore ed editore. Il prezzo deve essere BASSO, da 0,99 a 1,99 dollari circa ed è un aspetto che va sempre studiato accuratamente, una manovra di marketing che l’autore deve fare da sé.
In ITALIA esiste una sola piattaforma di self publishing, IL MIOLIBRO DI REPUBBLICA che funziona come una comunità dove gli autori si auto pubblicano e si fanno conoscere da altrettanti autori ed editori.

-          PUBBLICARE CON LE CASE EDITRICI INDIPENDENTI: COSA CERCANO, COSA COMPRANO, COSA VENDONO.
Laura Ceccacci, Fanucci Italia
Judith Murdoch, Literary Agency, UK
Rita Vivian, Rita Vivian Literary Agency, Italia
Maria Paola Romeo, moderatrice
L’editore indipendente è un fenomeno internazionale ed è il thread ormai che va per la maggiore in USA, UK ed Italia. Molti si chiederanno se indipendente significhi in effetti più piccolo; non possiamo definire un editore indipendente, piccolo. Rita Vivian, famoso agente letterario afferma che molti autori che meriterebbero di stare in libreria, contrariamente fanno molta fatica ad affermarsi. Perché? Quali sono i parametri teorici degli editori indipendenti? Gli editori indipendenti non hanno mezzi di produzione, distribuzione e produzione, le certezze sono pochissime per gli autori emergenti quindi spesso non rimane che la possibilità di rivolgersi a piccoli editori che pubblicano circa 10-15 libri all’anno. Questo incide enormemente sulla simbologia degli editori nei confronti dei testi proposti, che da subito dimostrano parametri positivi e fondamentali(bravura, sintassi, originalità). Ciò che accade in questo momento è che anche i grandi editori non vogliono rischiare e scovare queste scoperte letterarie purtroppo scema miseramente. In Inghilterra gli editori indipendenti si sono ad esempio associati a grossi nomi dell’editoria. Laura Ceccacci afferma che il monopolio della grande imprenditoria editoriale accetta solo pochi titoli.
I veri piccoli editori, piccole case editrici e circa 3800 in Italia, non riescono a stare al passo con gli altri e se vogliono uscire dalla loro nicchia devono mettersi in discussione sviluppando la creatività imprenditoriale.

1 ottobre

-          DIETRO LE QUINTE DELLA NARRATIVA FEMMINILE ITALIANA

                                       
Alessandra Bazardi, Harlequin Mondadori Italia
Giulia Ichino, Mondadori Italia
Cristina Palomba, Ponte alle Grazie, Italia
Anna Pastore, Frassinelli, Italia
G. Ichino – Nel mercato italiano ogni editore sa che più del 70% dei lettori è composto da donne. Esiste quindi una narrativa al femminile composta da romance con una varietà infinita di variazioni. Il romance più classico è quello da edicola in collane con tirature molto alte. Altre frange femminili finiscono in libreria, per lo più libri femminili; un thread più significativo si cerca sempre e si devono pubblicare novità con protagoniste italiane sul nostro territorio.
C. Palomba – Ponte alle Grazie è stata fondata a Firenze alla fine degli anni 80 come editoria di saggistica impianto politico nella regione Toscana. Nel 93 viene assorbito da Longanesi e Maurispagnol, trasformandosi in un editore con un catalogo ampio ed eclettico. La casa editrice ha tre criteri di scelta:
URGENZA; un libro per essere forte deve essere scritto perché vi è la necessità di far uscire qualcosa di molto profondo.
MOTIVAZIONE; molto importante per la narrativa femminile, è il trasformismo interiore che viene trasmesso sin dalla partenza della scrittura.
ORIGINALITA’; grande ricerca di scritture particolari. Se si allinea all’urgenza diventa quel coraggio di portare fuori di sé la propria dimensione non dimenticando mai di avere sempre il coraggio di essere sé stessi.
A.Bazardi – Quest’anno ricorre il trentennale della nascita di Harlequin Mondadori. Essa racchiude due editori fortissimi che nel 1981 si sono uniti per far nascere le collezioni Harmony, avvicinando le donne ad una lettura semplice e tranquilla. Quindi romanzi classici ma affiancati ad altri più complessi tipo new fiction, erotico, paranormale. Per gli storici ed erotici la casa editrice contempla l’acquisizione di autrici italiane. E’ stato lanciato anche il catalogo i-book a dicembre scorso, il quale sta avendo un discreto successo. In Usa Harlequin è l’editore i-book più importante e la lettrice media si sta modificando, ama leggere anche in altre modalità più tecnologiche.
A. Pastore – La vocazione di questa casa editrice è sostanzialmente commerciale e si occupa di rosa storico, thriller e giallo. Intrattenimento ed evasione quindi, anche se in Italia il grosso della produzione è straniera. Negli ultimi anni arrivano anche proposte italiane con la vocazione alla pubblicazione. E questo è sicuramente un aspetto positivo. Ricordare sempre che il punto fondamentale è l’ORIGINALITA’; qualsiasi cliché può andare bene purché quello che arriva sia un romanzo con struttura e personaggi ben costruiti rispetto alla trama.


Ed ora, dopo aver assistito a cotante ed interessanti discussioni passiamo ad un evento che presenta un’autrice italiana al suo esordio con Harlequin Mondadori.
 ALESSANDRA BAZARDI INTERVISTA STEFANIA AUCI

                        
Ed eccoci finalmente immerse nel nostro mondo preferito, quello del romance, lo storico che ci trascina pagina dopo pagina in un mondo di passione e sentimento. Siamo in compagnia di Stefania Auci, nativa di Trapani e che scrive da quando aveva dodici anni. Dopo aver pubblicato una trilogia di genere paranormale, eccola al suo esordio con “Fiore di Scozia”. Elizabeth Jennings inaugura l’intervista che termina la kermesse Harlequin; un’autrice tutta tricolore Stefania, che ha incontrato questa casa editrice proprio al WFF con un altro plot ma che si è concluso con la pubblicazione di un altro genere, il grande  storico.
A.B      Cinque minuti per dare agli ascoltatori un motivo valido per comprare “Fiore di Scozia”.
S.A       All’inizio avevo proposto un paranormale ma per motivi editoriali non è stato possibile portare avanti il discorso. Alessandra mi chiese quindi se avevo uno storico. Certo che sì, ed era l’inizio di “Fiore di Scozia”. Ho lavorato parecchio sul testo con due grandi dell’editoria, Alessandra Roncato e Simona Faccinetti.
A.B      Che rapporto hai con la Scozia? Perché questa ambientazione?
S.A       La conosco molto bene essendoci stata molte volte ed  approfondendone la storia. Il romanzo nasce proprio nel primo momento in cui si fonda la Gran Bretagna; paesaggi, bellezze ed aria diversi da quella siciliana, le brume scozzesi che si antepongono al sole del Sud.
A.B      Qual è il tuo rapporto con la scrittura; cosa fai per prepararti alla stesura del romanzo?
S.A       Flash, immagini. Lo scrittore pesca le notizie che finiscono nel romanzo. Nel Fiore ci sono molti dati pescati specialmente nella mia vita, in quella dei miei e nella guerra. I piccoli spunti elaborano nella mia mente e finiscono nella storia.
A.B      Rapporto con il blog?
S.A       Diario di Pensieri Persi di Alessandra Zengo, Urban Fantasy, Romance Magazine Delos .Io diversifico le mie attività; l’autore deve vivere nel mondo reale, col mondo reale e con la realtà del web. Fiore di Scozia è stato presentato nel Messaggero, Intimità e ciò significa che vi è attenzione verso il mondo del romance.
A.B      Scrittori di riferimento per la crescita professionale?
S.A       Intanto leggere un po’ di tutto e diversificare i generi. Io prediligo l’urban fantasy e l’horror. Non vi è nulla di più interessante di leggere un horror per il suo ritmo narrativo. Tra gli autori: “La fiera delle vanità”, Faber, Andrea Colombo, Kate Morton, Ian Rankin; Alexander Mc Call Smith.
A.B      C’è qualcosa di nuovo per te che sta nascendo o vi è un ritorno al classico?
S.A       Continuano a tenere i grandi classici con il thriller in crescita e il paranormale stabile. Non ci sono grossissimi spunti di novità perché siamo in crisi economica e in una situazione i stasi.



Quasi per ultima, come a conservare i pezzi forti della mia sorvolata nel mondo letterario di Matera, sono orgogliosa di aver conosciuto ed ascoltato in prima fila una delle scrittrici paranormal più famose del momento, colei che più di tutti, secondo il mio modesto parere, ha rivoluzionato il mondo dei vampiri…
 
LARA ADRIAN
                   

La perla, il diamante straniero all’occhiello del WFF è stata per quanto mi riguarda, la famosissima Lara Adrian, in tour attraverso l’Italia per presentare il suo “Bacio Eterno”, facente parte della saga della STIRPE DI MEZZANOTTE, vampiri discendenti da una razza aliena. Un’idea geniale, una rivoluzione che sfata il mito popolare del vampiro succhiasangue, di una creatura fantastica e rendendola molto più credibile in quanto facente parte di una specie completamente diversa da quella umana, addirittura proveniente da lontano, da un’altra galassia…
Il Bacio Eterno è il sesto volume della serie paranormal romance per adulti. Lara è una donna davvero fenomenale; sempre disponibile e sorridente, ha affrontato in tutta tranquillità l’intervista supportata da una traduttrice simultanea; ha raccontato la sua storia, di come scrivesse sin da bambina le sue storie fantastiche ma non avesse mai avuto l’idea di pubblicarle. E’ stato il marito, un giorno, a proporle di far leggere ad un editore le sue opere e da lì l’ascesa al firmamento delle scrittrici più vendute del momento. Bellissima donna, ricca di charme, con la quale ho volentieri scambiato qualche parola alla fine dell’intervista e naturalmente mi sono fatta firmare la mia copia personale del libro, con tanto di dedica…


Ed eccomi giunta alla fine del mio viaggio, che mi ha portato in un paese bellissimo, ricco di storia e cultura, in un Festival che mi ha coinvolto professionalmente ed emotivamente lasciandomi un bagaglio di doni e ricordi inestimabili. Ormai è sera tardi, e dopo una cena in compagnia di Mariangela e June, decido di rinunciare al ricevimento di Harlequin con mio grande dispiacere ma domattina alle quattro sarò in piedi per recarmi all’aeroporto dove mi attende l’aereo che mi riporterà a Genova.

Ma, prima di concludere questo mio reportage, voglio chiudere in bellezza con l’ASTRO NASCENTE CHE BRILLA DI LUCE PROPRIA…
...LA PRESENTAZIONE DI ROMANCE MAGAZINE!

Questo articolo me lo sono tenuto per ultimo perché a me più caro di tutti. Amo questa rivista e le persone che ci lavorano e sono orgogliosa di presentare tutte le scrittrici italiane che portano alta la bandiera della narrativa romantica italiana.

Elizabeth Jennings, presidente WFF con Maria Tersa Cascino, responsabile relazioni esterne WWF, Roberta Ciuffi, Mariangela Camocardi, Ornella Albanese e Kathleen McGregor.

È Mariangela Camocardi che ci parla di Romance Magazine, una rivista tutta al femminile della casa editrice Delos. Il sondaggio che l’editore ha fatto sulla percentuale di lettura è risultato del 99% di donne che entrano in libreria e comprano un libro. Solo in Italia il rosa viene considerato ad un livello inferiore e purtroppo le copertine non aiutano, penalizzando il romanzo. Le donne desiderano sognare ed il romanzo è un’ottima risposta perché fa sognare davvero! Romance magazine tratta tutta letteratura dal paranormal alla poesia sino al romance storico; accontenta un poco tutte le fasce di interesse femminile. 


          
È una rivista unica nel suo genere in Italia e dimostra che i preconcetti sono infondati. Rosanna Maria Santoro spiega che dopo aver conosciuto Mariangela ha cercato la poesia nei romanzi rosa; essa è il linguaggio più semplice poiché giunge a tutti, è il cuore che si muove. June Ross si occupa di una rubrica su RM, un angolo simpatico ed ironico che parla di cibo e passione che si chiama “In tutte le salse”…insomma, una cucina di tipo erotico che ci avvolge nelle spire vermiglie della sensualità. La redazione è fondata da sole donne a parte il “mega” direttore, Franco Forte, famoso scrittore ed editore.

Io e Mariangela
Care lettrici, il mio viaggio nella terra dei Sassi termina qui, si conclude la parentesi rosa e rossa che mi ha accompagnata per quasi quattro giorni alla scoperta di questo mondo straordinario, la scrittura, una passione che mi accompagna da tempo, sin da bambina. Spero di non avervi annoiato troppo e perdonatemi se il reportage non sarà perfetto, ma è la mia prima volta che faccio l’”inviata speciale”!

Un abbraccio a tutte,
Simona Liubicich






2 commenti:

  1. Brava Simona, non hai trascurato proprio nessuno nel tuo frizzante reportage del WFF. Grazie. Ti auguro che Matera, dove avvengono continuamente simili magie, realizzi il sogno che porti nel cuore, trasformando il tuo manoscritto in un libro che leggeremo tutti.
    Mariangela Camocardi

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  2. Ho letto 2 libri di Giuseppe Lupo, precedenti a quello vincitore del premio Campitello e li ho molto apprezzati "L'americano di Celenne" e "Ballo ad Agropinto", trovate le mie recensioni sul mio blog http://lepassionidiste.blogspot.com

    RispondiElimina

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