giovedì 31 marzo 2011

NOVITà! Franco Forte e "Roma in fiamme"

Oggi vi presentiamo un libro appena uscito in questi giorni in libreria e abbiamo colto l'occasione per fare qualche domanda all'autore... Franco Forte!
ROMA IN FIAMME
di
Franco Forte
Titolo: Roma in fiamme
Autore: Franco Forte
Editore: Mondadori
Pagine: 496

NERONE
IL PERSONAGGIO EVENTO DELL’ANNO,  GRAZIE A UN ROMANZO MONDADORI
E ALLA GRANDE MOSTRA REALIZZATA DAI BENI CULTURALI DI ROMA

Romanzo:
Uscito il 29 marzo, per Mondadori, il romanzo “Roma in fiamme - Nerone, principe di splendore e perdizione” di Franco Forte (della serie “La storia di Roma”, Omnibus Mondadori), un libro di straordinaria profondità che affronta i quattordici anni di imperium di Nerone direttamente dal punto di vista dell’imperatore, dandone un ritratto inedito e sconvolgente. Franco Forte reinterpreta la storiografia classica alla luce degli studi più recenti, che vedono in Nerone, anziché un pazzo sanguinario, un innovatore di costumi e una sorta di precursore della politica-spettacolo, restituendoci con uno sguardo nuovo, e con la vividezza dei migliori romanzi storici, la figura dell’imperatore che si credeva il dio Apollo e incantava le folle con la sua arte di citaredo e cantante. E, sullo sfondo, dipinge fin nei dettagli più minuti una Roma imperiale animata da pulsioni, passioni, intrighi, che contraddistinguono il periodo dal 54 al 68 d.C. come la crescita più contraddittoria, ma anche più spettacolare, nella storia dell’Urbe.
Mostra:
Per celebrare degnamente uno dei più controversi imperatori della storia di Roma, dal 12 aprile e fino al 18 settembre 2011, la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, in collaborazione con Electa, ha in programma una grande esposizione sulla figura dell’ultimo imperatore giulio-claudio, con la quale si intende rivisitare la figura di Nerone, fortemente penalizzata ai suoi tempi dalla propaganda dell’aristocrazia, e valorizzare le novità riguardanti due aspetti del regno: l’incendio, che distrusse buona parte della città nel 64 d.C., e la conseguente politica di ricostruzione avviata dall’imperatore a Roma dal 64 al 68 d.C. 
L’esposizione si svolgerà nell’area archeologica centrale di Roma, in più spazi antichi, creando così un rapporto diretto con i luoghi in cui lo stesso Nerone visse e intervenne sia prima sia dopo l’incendio. Lo scopo è offrire una nuova lettura dell’ambiziosa attività edilizia dell’imperatore, illustrata anche dalle recenti scoperte condotte negli edifici neroniani nell’area del Palatino e dalla presentazione al grande pubblico degli importanti scavi della valle del Colosseo che hanno permesso di ricostruire nel dettaglio l’incendio. 
La mostra sarà accompagnata da un esame più ampio della figura di Nerone, attraverso i suoi rapporti familiari, la propaganda del tempo e la fortuna che ha reso così “famigerato” il nome dell’imperatore fino a oggi.
La mostra si terrà dal 12 aprile al 18 settembre 2011 nell’area espositiva al II ordine del Colosseo, nella Curia Iulia e nel Tempio di Romolo al Foro romano, nel Criptoportico neroniano sul Palatino e comprenderà un percorso di visita nei luoghi neroniani dell’area archeologica centrale di Roma.

Foto reperita in internet - Franco Forte a Le vie en rose

Ciao Franco e benvenuto nel nostro blog. E’ sempre un onore averti nostro ospite. Il 29 marzo è uscito il tuo ultimo romanzo “Roma in fiamme – Nerone principe di splendore e perdizione”, cosa ti ha spinto a scegliere la figura controversa di Nerone come personaggio principale dell’opera?

“Roma in fiamme” fa parte della Storia di Roma di Mondadori, ed è un tassello fondamentale della straordinaria epopea della più affascinante civiltà che sia mai esistita. All’interno di questa ricostruzione letteraria della Roma antica, infatti, non era possibile tralasciare la figura più controversa e criticata di ogni tempo: Nerone. Un imperatore di cui nessuno ha mai avuto il coraggio di riportare in forma narrativa le gesta, tanto complesse quanto contraddittorie. Dato che a me piacciono molto le sfide, e visto che la figura di Nerone è stata rivalutata alla luce delle nuove interpretazioni delle fonti storiche, ecco che mi è venuto naturale propormi per affrontare la storia di questo imperatore. Una proposta che è stata accolta con grande entusiasmo da Mondadori.

Quanto tempo hai dedicato alla stesura del romanzo e quanto alle ricerche storiche? Hai incontrato delle difficoltà nel reperire fatti e avvenimenti di un’epoca così remota?

Diciamo che questo libro mi ha portato via un anno di impegno ai massimi livelli. Otto mesi per approfondire le ricerche storiche (il materiale su Nerone è vastissimo, per quanto spesso contraddittorio) e poi tre mesi di fluida scrittura, una sorta di atto liberatorio dopo tanto studio. Per me è sempre affascinante riportare in vita scenari, ambientazioni, persone ed eventi che hanno fatto la nostra storia e che hanno contribuito a formare il mondo in cui viviamo. Non si può conoscere l’oggi, se non si indaga a fondo in ciò che è accaduto ieri, e il romanzo storico è il modo più divertente per immergersi in un tempo che non ci appartiene più, ma che non dobbiamo dimenticare.

Hai in programma presentazioni del romanzo? Ci puoi anticipare qualche data?

Ne sto organizzando moltissime. Magari ci riaggiorniamo più avanti, quando avrò un calendario più preciso (chi volesse restare informato in tempo reale può consultare il mio sito, www.franco-forte.it). Di certo, posso annunciare che a Roma presenterò il romanzo presso la libreria Termini, nella seconda metà di aprile o di maggio, e avrò accanto uno dei massimi scrittori di romanzi storici, Valerio Massimo Manfredi, che è anche un profondo conoscitore di Nerone.

Qual è il luogo e il momento della giornata in cui ami scrivere?

Io amo la notte, l’atmosfera che mi circonda quando il mondo dorme e niente mi distrae dall’affrontare i miei mondi narrativi. Ma dato che sono anche un professionista della scrittura a tutto tondo, quando si tratta di scrivere articoli giornalistici, soggetti per fiction TV, introduzioni a raccolte o a romanzi che curo, faccio praticamente orari di ufficio, per quanto il mio studio e la mia casa siano lo stesso ambiente. Però per la narrativa ho bisogno del conforto della notte.

A che tipo di pubblico consigli il tuo romanzo?

A tutti, davvero. Nerone è un personaggio troppo affascinante per non conoscerlo a fondo, al di là dei pregiudizi e di tante falsità che gli sono state accreditate. E poi, insomma, oggi si fa un gran parlare di politica spettacolo, influenza dei media e Bunga Bunga. Be’, Nerone è stato il primo a fare di tutte queste cose la sua arma principale per guadagnarsi i favori del popolo. E in quanto al Bunga Bunga, possiamo dire che certe cose che si leggono oggi sui giornali sono davvero poca cosa, in confronto a quanto faceva Nerone...

Hai già in mente dei progetti per il futuro? Ce ne parleresti?

Il mio prossimo romanzo sarà una sorta di spin-off di “I Bastioni del Coraggio”. Sarà quindi ambientato nella Milano di metà del 1500, al tempo di Carlo Borromeo e con il Ducato di Milano sotto imposizione spagnola, ma sarà un thriller storico e avrà per protagonista il notaio criminale Niccolò Taverna, che farà conoscere al pubblico le tecniche di investigazione dell’epoca (i notai criminali erano l’equivalente dei moderni commissari di polizia), davvero strabilianti per modernità e caratteristiche. E naturalmente capiterà che i personaggi di questo romanzo di tanto in tanto finiscano per interagire anche con quelli che sono stati i protagonisti di “I Bastioni del Coraggio”…

Ti ringraziamo per esser stato nostro ospite e ti salutiamo augurandoti un grosso in bocca al lupo per il tuo romanzo.

Crepi il lupo! E grazie a voi per avermi ospitato sul vostro bellissimo blog.



mercoledì 30 marzo 2011

Orgoglio e pregiudizio a La vie en rose - Firenze

Chi ha avuto la fortuna di partecipare all'evento di cui stiamo parlando in questi giorni, La vie en rose, ha potuto assistere alla rappresentazione di alcune scene recitate di Orgoglio e pregiudizio (Jane Austen)... a noi, rimasti a casa, non resta che leggere e vedere il resoconto di Samanta! 

http://it.wikipedia.org/wiki/Orgoglio_e_pregiudizio_%28romanzo%29

Protagonista:Elizabeth Bennet
Coprotagonista:Fitzwilliam Darcy











Bellissima e toccante, durante la seconda parte de La vie en rose, la rappresentazione teatrale di Orgoglio e Pregiudizio
Sono entrati due giovani attori che indossavano semplici abiti ottocenteschi, ma non c'era alcun sfondo scenico. All'inizio quasi tutte siamo rimaste basite, poi è caduto nella sala un silezio quasi surreale. La loro bravura ci ha conquistate dopo una sola frase, senza alcun marchingegno scenico appunto, senza musiche di sottofondo, senza altri personaggi... insomma solo loro due e la loro toccante rappresentazione! 
Inoltre il pezzo recitato era uno dei più complicati, ossia la dichiarazione di Darcy, impersonificato con la sua carica di pregiudizio e orgoglio che lo caratterizza e lei è stata altrettanto brava nel mostrare tutta la sua rabbia. 
I Malandra è una compagnia teatrale fiorentina composta da giovani e capitanata dal grande attore Luca Messeri. Nata nel 1982, è specializzata soprattutto in rappresentazioni storiche, quindi in costume. http://www.imalandra.com/

Non ci resta che ringraziare le organizzatrici per averci regalato qualche minuto in più di sogno!!!

martedì 29 marzo 2011

IL LIBRO... Le voci di Nike di Silvia MariaElena Damiani. Giveaway abbinato!

Vi segnalo questo libro, genere fantasy, presentato da un booktrailer inquietante e un sito dove potrete approfondire la conoscenza di questo romanzo.
Le voci di Nike
di 
Silvia M. Damiani
Titolo: Le voci di Nike
Autore: Silvia M. Damiani
Editore: ExCogita Editore

Trama: 
Una guerra che perdura da secoli, gesta che si ripetono ininterrottamente giorno dopo giorno, ogni attore è consapevole del ruolo che ricopre in questa distorta storia.
In un'atmosfera goticheggiante, fuori da ogni tempo, la principessa Nike fugge gli aguzzi di un uomo che ha assunto l'aspetto del defunto principe Nabil.
Avvolta da una spirale di incantesimi, voci e volti suadenti, la protagonista dovrà portare pace alla memoria di suo zio.
Sei nodi, uno per ogni senso, l'ultimo per il cuore: l'intrecciarsi  e il riflettersi della narrazione condotta con originale maestria da questa giovane autrice, avvinceranno il lettore ad un romanzo fantastico, lontano dai clichè del genere.
 Guarda il booktrailer!

Per approfondire vai al sito LE VOCI DI NIKE!


Per partecipare al giveaway, compilate il form, condividete e commentate... Grazie! 
Scadenza 30 aprile 2011


Concorso Suspense Tale - Nuovi incipit!

Racconto numero 16 - Sono un eroinomane

Racconto numero 16
Sono un eroinomane
                                                          (L'autore rimane anonimo per favorire l'imparzialità)

Sono un eroinomane. Sono un fottuto eroinomane.
Sono solo e tremo.
Ho i brividi e ho freddo, ma non è il freddo di questo fottuto inverno che non smette di infilzarmi il viso con i suoi aghi affilati e invisibili, quegli aghi che ti trafiggono la pelle, di continuo, senza sosta. Quegli aghi li dell’inverno. Quelli non mi fanno paura, quegli aghi li non mi fanno male. Il freddo che dico io non è sulla pelle, il freddo che dico io è dentro, nella testa, e da li scende e si irradia come un parassita, e cresce, si insinua, si dirama nella carne, nelle ossa, nelle viscere. Come un cancro. Si ho il cancro. Ma non è quel cancro li, quello che ha portato via la nonna due anni fa. Questo è più vigliacco, più subdolo. E’ un cancro freddo, ti stringe, ti stritola, ti fa piangere, ti fa piangere il cuore, da dentro. L’ho visto bene quel cancro li, quando ho dato un pugno in faccia a mia madre, la prima volta. Lei non si è rialzata subito, è rimasta li con la testa china, a guardare le mie scarpe, con le mani appoggiate sul pavimento. Ha aspettato qualche istante, poi si è alzata. Aveva lo zigomo arrossito. Io stavo li fermo e tremavo. Avevo paura. Ma non di lei, purtroppo.
Lei mi ha guardato. Non ha detto niente. Mi ha guardato e mi ha dato quei fottuti cinquanta euro. Aveva gli occhi gonfi mentre prendeva quella carta dal barattolo dei bucaneve. Una volta ci metteva i bucaneve, in quel barattolo. Erano per me i bucaneve, una volta. Aveva gli occhi gonfi, ma non ha pianto. Mi guardava. E mi ha dato quei fottuti cinquanta euro. Non mi ha detto niente.
Questo è il cancro. Ho visto il cancro quel giorno li. Questo è il freddo.
Ora sto appoggiato qui, alla pensilina del quarantatre, e dall’altra parte della strada c’è il tuo fottuto negozietto precisino.
E ti guardo. Dentro alla tua edicola di merda, in mezzo a tutti quei giornali di merda. Lo sai che ci sono scritte un sacco di porcherie su quei giornali di merda ? E ti fai anche pagare per vendere quelle porcherie alla gente. Vigliacco.
Non ti conosco, e non ti voglio conoscere. Mi stai davanti e ti guardo, ti guardo e mi fai schifo. L’hai vissuta bene la tua vita ? Sembri una pera raggrinzita senza capelli dietro a quei fondi di bottiglia. Con quelle manine affusolate e piene di rughe

Racconto numero 15 - Una ragazza dal cielo

Racconto numero 15
Una ragazza dal cielo
                                                          (L'autore rimane anonimo per favorire l'imparzialità)

Fisso il buio della stanza, penso sia tardi, non filtrano luci dalle persiane, con due corpi che ti dormono addosso è difficile distinguere, lei conosciuta solo da una settimana e l’altra che conosco da una vita, dal primo bacio dato ad una ragazza. Le sensazioni sono discordanti come anche i ricordi, tutto è successo con incredibile celerità, non ci siamo nemmeno chiesti se fosse morale o giusto molto semplicemente abbiamo fatto l’amore.
Solitaria era la mia esistenza, rincorrevo sogni ad occhi aperti, cercando riparo nella quotidianità, nelle piccole abitudini, troppo codardo forse per affrontare una relazione che si costruisse col tempo su di una base stabile di fiducia e amore reciproco, troppo meschino e cinico per preoccuparmi di qualcun altro se non di me stesso. Nessuna giustificazione mi avrebbe impedito però di rispondere alla chiamata di Cristina che nel cuore della notte mi svegliò sconvolta e senza nessuno di cui fidarsi se non del suo più intimo e caro amico. Quella notte chiara e tiepida di un caldo fuori stagione per essere ottobre, restammo ore a parlare su di una panchina bagnata con le mani che lentamente si avvicinavano, si stringevano e si univano per non lasciarsi mai più. Un intero week-end passato a letto, sfiancati da tanto sesso quanto mai ne avevamo fatto in vita nostra. Vale tanto la pena di chiedersi se si è al punto in cui gli istanti contraendosi si trasformano in gocce che scendono gravi dalle sue guance alle mie ed alla trasparenza che si cela al di là dei più catastrofici incubi? Pioggia acida sulla parabola del buon samaritano, sulle protesi ammaccate che cingono i nostri fianchi. Le palpebre che a nient’altro servono se non a difendere le nostre pupille dall’accecante assurdità delle nostre emozioni, sono stanche e non vogliono più chiudersi per non correre il rischio di rimanere abbagliate. All’alba di quella che sembrava una nuova esistenza, una nuova trascendente allusione alla felicità, fece freddo all’improvviso sia fuori che dentro di me. Cumuli su cumuli di macerie incenerite dalla violenza e dall’urto dell’amara certezza che nonostante lei fosse mia, qualcosa mancava affinché questa morbosa dipendenza dall’essere incostante e superficiale smettesse di sbraitarmi contro, voltandole le spalle, nel momento del bisogno mi sarei sentito libero di farmi del male non riuscendo a fare del bene.

Racconto numero 14 - L'innominato

Racconto numero 14
L'innominato
                                                          (L'autore rimane anonimo per favorire l'imparzialità)

L’Innominato si asciugò il sudore dalla fronte lucida. Ricordava di aver avuto un incubo, ma non riusciva a ricordare cosa riguardasse, anche se l’atmosfera del suo incubo continuava a pervadere l’aria della stanza.
Al di là della porta-finestra della camera del Jolly Hotel, poteva vedere il lungo viale alberato che correva parallelo alla sponda del lago, con le acque tortuose che si muovevano stuzzicate dal vento.
Amava la piccola città di Lecco, le sue vecchie case ben curate, i numerosi caffè e gli eleganti negozi sistemati nel cuore della città. Amava quel luogo circondato da montagne divise da numerose valli ricche di boschi, alternati da rocce imponenti e da pittoreschi paesi affacciati sull’acqua. Anche se la modernità, o la scelleratezza degli uomini avevano deturpato in gran parte il paesaggio, l’amore per questa piccola città era rimasto immutato.
Ogni tanto ci tornava. Quando aveva bisogno di pensare. Ogni volta che aveva portato a termine un lavoro, un “contratto”, come lo chiamava lui.
“Un’altra notte è passata, un’altra notte” pensò amareggiato.
Da mesi, dopo avere portato a termine un “contratto”, la sua mente ribolliva di pensieri strani, pensieri che un tempo non si sarebbe mai sognato di fare.
Si sedette sul grande letto, guardando il tavolino poco lontano, su cui erano posati due bicchieri e una bottiglia di vino mezza vuota. Allungò la mano verso la bottiglia, ma si trattenne dal versarne il contenuto in uno dei bicchieri. Guardò l’orologio posto al fianco della bottiglia; erano le cinque di mattina.
Si voltò poi verso Giada, la ragazza che gli giaceva accanto. La giovane donna teneva la testa appoggiata al braccio sinistro, usato come cuscino, e le gambe piegate ad angolo. Dalle labbra appena socchiuse, il suo respiro usciva leggero, durante un sonno soddisfatto, dopo un incontro che era stato qualcosa più di semplice sesso.
Ne osservò il respiro regolare, i seni sodi che si sollevavano e si abbassavano sensualmente, la linea della schiena nuda, come i fianchi ben modellati.
Lei era molto più giovane di lui, era una sua apprendista, e lui era il suo insegnante, un insegnante di morte.

Racconto numero 13 - L'ultimo quadro

Racconto numero 13
L'ultimo quadro
                                                          (L'autore rimane anonimo per favorire l'imparzialità)

“Ancora qualche pennellata, poi è finito. Solo un po’ di pazienza, amore.”
I colori si mescolano sapientemente sotto i piccoli, precisi colpi del pennello di cinghiale.
“Questa luce è meravigliosa! Mi fa tornare alla mente il nostro viaggio in Provenza, te lo ricordi? Che manto di colori riesce ad avere quella terra in primavera, meravigliosi. E il profumo di lavanda, ricordi? Inebriante…”
L’aria frizzante entra generosa nelle narici, simulando il profumo del ricordo. Un rapido gesto della mano libera lo interrompe.
“Sì, lo so: a te non è mai piaciuta la lavanda. Ma io, invece, l’ho sempre amata, come mia nonna. Angela, intendo, la mia nonna preferita. Lei sì che sapeva sentire la vita. È lei, sai, che mi ha trasmesso l’amore per l’arte, per i colori. È con lei che ho iniziato a disegnare, da bambina. Ci passavo le ore nel suo tinello, a trasformare il bianco dei fogli di carta in fiori, animali, frutta, tutto quello che mi capitava a tiro. E, naturalmente, a far ritratti alla nonna. Quando ero già più grandina, s’intende.
Fermo lì, fermo lì: sì, ecco, mantieni quel profilo, che c’è un raggio di luce che ti sta accarezzando il viso… così.”
Il pennello si ferma a mezz’aria, nel gesto contemplativo dell’opera in corso.
“Ah, amore, sei bello come un dio, oggi, bello come credo di non averti mai visto. Sarà questa luce, sarà l’immobilità di questo pomeriggio. Ma tu sei sempre bello, ed io te lo dico anche troppo spesso. Inutilmente, tra l’altro, perché ne sei assolutamente consapevole, da sempre. Il mio uomo vanesio…”
La palpebra dell’occhio sinistro trema, un leggero rapido tremito, che non si ferma. Un dito vi si appoggia, nel tentativo di bloccare quel piccolo disturbo: inutile. Tanto vale arrendersi e ignorare il fastidio.
La mano posa il pennello sottile su di un fazzoletto, dopo averlo intinto nell’acquaragia, e si indirizza su di uno più folto.
“Lo sfondo è importante, sai, per dare risalto alla tua figura. È soprattutto una questione di luminosità.”
Le dita ricominciano a lavorare sapientemente sopra la tela, posta sul cavalletto, di fronte a lei.
“E la luce oggi, tesoro, è proprio quella giusta, la luce di queste ore di metà pomeriggio, in marzo, con le giornate che si allungano, quasi si stiracchiassero come gatti, non trovi? Bella quest’immagine, no? Stiracchiarsi come dei gatti…”
Lo sguardo si perde per un attimo sul terreno, quasi sorpreso, poi ritorna a concentrarsi sulla tela, mentre il pennello lavora.

martedì 22 marzo 2011

Racconto numero 12 - Ricordi di cera

Racconto numero 12
Ricordi di cera
                                                     (L'autore rimane anonimo per favorire l'imparzialità)

È iniziato tutto dalla morte della mamma: una spirale di eventi che mi ha spinta con violenza in un gorgo da cui mi sembra impossibile risalire.
I ricordi del funerale di mia madre affollano ancora la mia mente: la chiesa piena di gente, le lacrime di papà, un’omelia interminabile del prete di cui non ricordo mezza parola e quell’odore acre di incenso che fin da quando ero bambina mi crea come un senso di nausea.
E poi c’era lui. Con la coda dell’occhio l’avevo visto seduto qualche fila più indietro alla mia. Guardava dritto davanti a sé, con gli occhi di chi è sinceramente dispiaciuto. Mi ero subito chiesta chi fosse quell’uomo e perché si trovasse al funerale, ero sicura di non averlo mai visto, eppure doveva conoscere mia madre. Con un altro fugace sguardo nella sua direzione lo vidi mentre giocava con un foglietto di carta, arrotolandolo con le sue dita straordinariamente eleganti e affusolate. Il mio unico desiderio era che la cerimonia finisse il più velocemente possibile: volevo avvicinarlo, provare a parlargli, farmi toccare dalle sue mani. Non pensavo ad altro.
Quando finalmente, riversati fuori dalla chiesa, mi sono guardata intorno alla sua ricerca, lui non c’era più. L’avevo perso in mezzo ai volti indistinti, ai corpi lenti e pesanti della gente.
Torno alla realtà facendo svanire la sua immagine dalla mia mente. In questo momento fuori dalla finestra è quasi buio, le luci dei lampioni si riflettono sull’asfalto bagnato, colorando di arancione tutta la via. Faccio uno sforzo per rimettere insieme nel mio cervello i pezzi degli avvenimenti degli ultimi giorni. Non so quanti ne siano passati dalla morte di mia sorella, forse le indagini sono ancora in corso, ma nessuno mi ha detto niente.
Ho sempre avuto problemi di memoria fin da piccola: se penso alla mia vita i pezzi mancanti sono tanti quanto gli spazi vuoti di un puzzle risolto a metà e dimenticato da troppo tempo in cantina. Ma questa volta forse è stato lo shock per la morte di mia madre e della mia sorellina a cancellare tutto dalla mia testa.

I ventagli d'epoca - Le vie en rose - Firenze

Una piccola chicca per tutte le lettrici romantiche del blog e anche per chi è amante della Storia:
 i ventagli d'epoca... di cui si è parlato a Firenze.
a cura di Samanta Catastini
Durante l'evento de La vie en rose abbiamo avuto il piacere e l'onore di assistere ad una presentazione alquanto piacevole di Ventagli d'epoca. 
Silvia Basile, una delle tre organizzatrici, ha cercato un'esperta del settore ed è finita con l'invitare una fiorentina davvero ferrata sull'argomento: Anna Checcoli. 
Questa affascinante signora restaura e colleziona ventagli di ogni epoca, pensate che ne ha più di 500!!! Ci ha ammaliate e fatte tornare indietro nel tempo aprendoli e chiudendoli davanti ai nostri occhi, mostrandocene alcuni maschili e quelli più piccoli, spesso destinati alle bambine. Simpatico quello dotato di specchietto retrovisore utile per l'uomo o la donna che al teatro volevano guardare chi sedeva dietro di loro senza doversi voltare, in poche parole sbirciare. 
Il linguaggio del ventaglio:

Presentato chiuso:
mi amate?
Toccarne la punta con un dito:
Desidero parlarVi
Con il manico appoggiato alle labbra:
baciatemi!
Lasciarlo cadere:
Saremo amici
Sventolarsi lentamente:
sono sposata
Sventolarsi velocemente:
sono fidanzata
Aprendolo alla massima estensione:
Aspettatemi!

e molti altri significati ancora....

Mi ha colpita una frase nel suo web: "Il ventaglio è la rappresentazione allegorica della vita: si apre, ha un inizio, una curva ascendente, un culmine, una curva discendente, una fine. Si chiude." 
Perché Anna non solo acquista e restaura ventagli, ma scrive anche saggi  e organizza mostre su richiesta. Sempre nel suo web è possibile ammirare alcuni dei suoi gioielli. Vi inserisco un video, non proprio nitido come immagine, ma eloqente per lo stupore di fondo...L'ultima perla ci ha lasciate tutte con il fiato sospeso, trasportandoci in uno dei romance storici che tanto amiamo leggere: un ventaglio datato 1850, composto esclusivamente di piume....
 Per perdervi nel meraviglioso mondo dei ventagli d'epoca visitate il sito http://www.ventagli.org/

lunedì 28 marzo 2011

Le vie en rose - Le autrici del romance italiano - prima parte

 Samanta, 
la nostra inviata speciale a Le vie en rose, come la pantera rosa è riuscita a carpire per noi, piccole interviste e scoop... Buona visione!
La scrittrice Miriam Formenti, originaria di Brescia, vive a Milano. Ha al suo attivo diversi romanzi contemporanei e romance storici. Quasi un centinaio di romanzi brevi e più di trecento racconti che pubblica su importanti riviste femminili.
Miriam, spronata dalla scrittrice e amica Mariangela Camocardi, l’anno scorso ha partecipato come spettatrice alla II edizione de Le vie en rose e proprio in quell’occasione ha trovato lo stimolo  per riprendere a scrivere romance dopo tanto tempo.
Nelle prossime settimane Miriam Formenti sarà nostra ospite con alcuni post di approfondimento.

La scrittrice Mariangela Camocardi, regina italiana del romance storico,  nonché capo-redattrice della rivista Romance Magazine, è al suo esordio in libreria! Infatti questo 2011 sembra davvero sorridere a Mariangela, che uscirà con due splendidi romanzi distribuiti sugli scaffali delle librerie. Lo annuncia nel corso dell'evento la casa editrice Leggereditore, che pubblicherà la riedizione dell'introvabile Sogni di vetro nei prossimi mesi.
Inoltre, per chi volesse incontrarla, la scrittrice sarà presente allo stand Delos Book  alla Fiera del libro di Torino.
Sylvia Z. Summers ha al suo attivo tre avvincenti romance storici e uno in preparazione. Inoltre è traduttrice per Harmony e collabora con un’ emittente televisiva privata. 

La scrittrice Maria Masella è principalmente una professoressa di matematica :-)
Un piccolo scoop:
l’editor I Romanzi Mondadori, Biancolino, ha annunciato nel corso dell’evento Le vie en rose, che verrà pubblicata, nei prossimi mesi, una nuova antologia a cui parteciperanno le stesse autrici de Amori sull’ali dorate… Non vediamo l’ora di poterla leggere!

domenica 27 marzo 2011

Le vie en rose - Videointervista a JuneRoss!

Eccoci alla seconda parte del reportage su Le vie en rose. In questi giorni pubblicheremo vari post al riguardo. Abbiamo tante sorprese per voi!                                                        

Le vie en rose - seconda parte
http://www.junerossblog.com/
 
Come potevano non approfittare della possibilità di conoscere meglio June Ross - che ringraziamo per la sua disponibilità a questa breve video-intervista! - e regalarvi questa piccola chicca?

Le vie en rose - Firenze - III Edizione

Anche TuttosuilibriBlog era presente, tramite la nostra inviata Samanta Catastini, all'evento tanto atteso per le amanti del romance: " Le vie en rose" , organizzato dal blog JuneRoss (QUI!
con cui ci complimentiamo!    
                                         (Irene)
Le vie en rose - Prima parte 
a cura di Samanta Catastini

http://www.junerossblog.com/




Tutto l'evento de La vie en rose è stato emozionante e coinvolgente, ma la parte finale, quella dedicata alla nascita della Romance Magazine mi ha toccata particolarmente.  
Non solo per il fatto che, insieme a Irene, ne facciamo parte, ma, soprattutto, per l'ottima figura che organizza e gestisce questa masnada di scrittrici famose ed emergenti che compongono la redazione: Franco Forte! Un traghettatore, un Nerone che ci conduce con decisione e coraggio in un progetto più grande di noi.
 Il futuro della rivista sembra essere davvero Rosa poiché ha già attirato l'attenzione di molte case editrici e gli abbonamenti, come gli acquisti della copia numero 0, hanno raggiunto numeri vertiginosi in meno di due settimane... Il direttore assicura che è rimasto lui stesso basito dall'alta professionalità delle collaboratrici ed è assolutamente fiducioso sulle potenziali vendite anche in edicola
Per vedere la video presentazione della rivista Romance Magazine CLIKKA QUI!
Per ora la rivista è acquistabile su Delos Store, ma, forse, presto avrà una distribuzione ben più ampia. Ci potrebbe essere una bella sorpresa…
 Ce lo auguriamo vivamente: un sostegno cartaceo era davvero necessario per chi legge e lavora nel campo dei Romance, che, ricordiamo, è il genere letterario più venduto non solo in Italia, ma nel mondo intero. 
 L'intervento con Franco Forte si conclude con l'anteprima del suo ultimo romanzo, in uscita il 3 aprile, "Roma In fiamme", una grande sfida letteraria su un personaggio storico controverso: Nerone, appunto!Una sfida che sembra già essere destinata a diventare un bestseller.











giovedì 24 marzo 2011

Vi segnalo... "2025 Blackout - Una storia possibile" di Renato Riva - Edizioni della Sera

Dopo il devastante sisma che ha colpito recentemente il Giappone con tutte le conseguenti reazioni, si porta in luce uno dei dibattiti più affrontati negli ultimi anni: nucleare sì o no?
E sulla scia di questi tragici eventi che stanno interessando tutto il mondo, vi segnalo un libro che potrebbe interessarvi.
2025 Blackout - Una storia possibile
di
Renato Riva
Autore: Renato Riva
Titolo: 2025 Blackout - Una storia possibile
Editore: Edizioni della Sera
Pagine: 284
Prezzo: € 12,00
ISBN: 978-88-904730-9-8

Contenuto:
Un’isola stupenda, avviata alla totale indipendenza energetica, alla piena ecosostenibilità, che già vive nella società all’idrogeno decide di utilizzare la scoperta di un giovane ricercatore italiano emigrato in California: una tecnologia solare dal rendimento eccezionale e dall’impatto visivo nullo. Quest’isola è la Corsica del 2025. 
Situazione opposta in Italia, dove la sua innovazione è duramente osteggiata da un sistema che ha scommesso sul nucleare e che non tollera deviazioni, forte del supporto della “democrazia continuativa”. 
La vita per l’inventore diventa difficile, oggetto di attenzioni sgradite. Ma il giovane ed i suoi amici non si danno per vinti e riescono a mettere in ridicolo il sistema energetico italiano, evidenziandone le debolezze strutturali, e a comunicare attraverso i media in maniera inaspettata e devastante, creando una situazione esplosiva.

Cenni sull'autore:
Renato Riva, Inzago 1955, è ingegnere elettronico, top manager europeo di una nota società americana del settore dell’information and communication tecnology. Specialista di organizzazione commerciale è autore di Organizzare, innovare, vendere (ETAS Rizzoli 2008).
Appassionato alpinista e velista ha scritto L'orco di Rhemes (Le Chateau 2009). Membro accademico del GISM, Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.
Il suo sito è www.renatoriva.com
Per maggiori info CLIKKA QUI!

Per chi volesse assistere ad una delle prossime presentazioni di questo libro:


Edizioni della Sera 
ha messo gentilmente a disposizione dei lettori che seguono il blog,
una copia del libro che verrà estratto tra tutti quelli che avranno seguito tre semplici regole:

1- Compilare il form correttamente.
2- Commentare questo post cercando di proporre un dibattito o un pensiero di senso compiuto sulla trama di questo libro o l'argomento che tratta.
3 - Il commento deve avere una lunghezza minima di 3 righe.

Chi non rispetterà tutte queste tre regole non parteciperà al sorteggio.

Scadenza 15 aprile 2011






mercoledì 23 marzo 2011

Kreativ Blogger Award

Ringrazio Arianna, Ivana e Rowan, rispettivamente per avermi scelto per il 
Kreativ Blogger Award.
Poche regole: ringrazia chi ti ha votato e scegli 10 blog a cui assegnare il premio.
Racconta dieci cose che non si sa di te.
Scelgo i seguenti blogger, qui cito solo alcuni, non me ne vogliano gli altri:
 Nas di http://sognandoleggendo.net/blog/
Samy di http://samilla.wordpress.com/
 Ivana di http://illibroeterno.blogspot.com/
Arianna di http://romance-e-non-solo.blogspot.com/
Lady Aileen di http://blog.libero.it/unapassioneoltre/
Gloria di http://glorialiterarycafe.blogspot.com/
Morna di http://mornabooks.blogspot.com/
Andrea di http://lemeledelsilenzio.blogspot.com/
Giulia di http://alberodellegocciole.blogspot.com/
Fine di http://fine-nelsogno.blogspot.com/Valentina di http://thebook-lover.blogspot.com/
azzurra di http://azurestrawberry.altervista.org/
Rowan di http://libri-di-rowan.blogspot.com/

Dieci cose di me che non si sanno:

1 - Adoro gli animali!
2- Qualche anno fa addestravo cani da lavoro.
3 - Sono stata in Transilvania...
4 - Ho appena finito un corso di giornalismo
5 - Leggo più libri contemporaneamente
6 - Nel mio passato ci sono la danza e l'equitazione
7 - gioco a tennis... ci provo ;-)
8 - scrivo da quando ero bambina...
9 - il mio genere letterario preferito è il romantic suspense
10 - Ho letto l'intera saga di Twilight in una settimana e mi sono innamorata di Edward...













Dedicato a... Maria Luisa Grandi e il suo romanzo "La famiglia von Sonderburg. Fuga e ritorno"

Sia la copertina che la trama di questo romanzo hanno subito catturato la mia attenzione. In poco tempo dalla sua uscita nelle librerie è diventato un besteseller della casa editrice Ibiskos.
Con immenso piacere, vi presento il romanzo e l'autrice, che gentilmente ha risposto ad alcune brevi domande.
(Irene)
  La Famiglia von Sonderburg
Fuga e ritorno
di
Maria Luisa Grandi
  • Titolo: La famiglia von Sonderburg. Fuga e ritorno
  • Autore:  M. Luisa Grandi
  • Editore: Ibiskos Editrice Risolo
  • Pagine: 344
La trama:
Il romanzo è la storia di una nobile famiglia asburgica, triestina, a cavallo della Grande Guerra. Narra la parabola della famiglia a partire dal 1913 fino al 1921. Brillante all'inizio, quando la famiglia è al massimo dello splendore, successivamente preoccupata dai venti di guerra che si profilano all'orizzonte, infine travolta dalle sorti dell'Impero. I protagonisti sono ben delineati. Il conte Franz, capofamiglia, fedele all'Impero per tradizione del casato, trasmette fortemente ai figli questo messaggio. La moglie, Caterina, fedele anche lei agli Asburgo, donna sensibile e di grande personalità, si prodiga con saggezza al mantenimento dell'equilibrio familiare. Il primogenito, Ferdinando, medico, perfetto gentiluomo, segue gli insegnamenti paterni fino a diventare anche lui autorevole e saggio. Il secondogenito, Carlo, carattere romantico e idealista, è affascinato dall'irredentismo ed è pronto a dare la vita per l'Italia; è lacerato fra due sentimenti contrapposti, l'amore per la sua famiglia e la convinzione delle sue idee irredentiste. Il racconto scorre fluido, con una prova accattivante e piacevole.
Un libro romantico, come il carattere della scrittrice, tuttavia lascia interavvedere, assieme ai sentimenti vissuti dai protagonisti, il decadimento di Trieste, città bellissima, ma contesa da contrastanti ideologie.

L'autrice:
Maria Luisa Grandi è nata a Trieste. Ha trascorso l’infanzia fra Trieste, Gorizia e Gradisca d’Isonzo Il padre, ex ufficiale asburgico, violinista, l’ha iniziata alla passione per la musica e le ha raccontato episodi importanti della Grande Guerra che lui stesso aveva combattuto in prima linea. 
Ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca storica, anche tramite testimonianze, per la stesura di questo romanzo.


Benvenuta sul mio blog Maria Luisa e grazie per la tua disponibilità. 
Hai scritto LA FAMIGLIA VON SONDERBURG, FUGA E RITORNO, tuo romanzo d’esordio,  da pochi mesi nelle librerie. Il libro sta riscuotendo un grande successo, di pubblico e di critica e, non ultimo, di vendita. Come nasce l’idea di questa trama storica? 
Nasce dal desiderio di far conoscere ai miei figli ed ai giovani com'era bella, ricca, colta, vivace la loro città. Come erano laboriose, ordinate le sue genti pur così diverse fra loro.
Trieste era un laboratorio antesignano di idee, di fatti, di convivenza.


Nel tuo libro, ambientato nella Trieste negli anni della Grande Guerra, è protagonista un’importante famiglia fedele all’Impero. Un solo componente, il figlio minore Carlo, si avvicinerà all’Italia e all’irredentismo. In che modo hai proceduto per le tue ricerche? Hai trovato qualche difficoltà?

Il mio è un romanzo di fantasia di ambientazione storica, non un saggio. In famiglia abbiamo avuto irredentismo e fedeltà all'Imperatore. Era una situazione non rara in città, lacerante da vivere in seno alla famiglia. Credo che, se c'è rispetto, affetto, un certo rigore, l'unità della famiglia è salva. Lo si scopre leggendo il libro.

Quale pensi sia il motivo di tanto successo, oltre al fatto che sicuramente sei un promettente autrice? Il pubblico locale è attratto dalla nostra Storia? Trieste, pur facendo parte dell’Italia da molti anni, è un territorio ricco di spunti e ha una sua Storia, che affascinata e che poco spesso viene narrata.

I Triestini hanno spesso un bisnonno, un nonno, un parente, nel mio caso un padre e uno zio, asburgico, e ne sono orgogliosi. E' una radice dura a morire, considerato lo sfascio odierno di valori e purtroppo della città. 

Hai altri progetti per il prossimo futuro letterario, altre chicche storiche da regalare ai lettori?

Sì, sto ultimando un romanzo.

Io ti saluto e ti ringrazio nuovamente. Vuoi aggiungere qualcosa?

La Famiglia von Sonderburg è un romanzo romantico. E' storico per gli episodi, luoghi e circostanze raccontati. Lo definisco un romanzo alla rovescia perchè racconta l'epopea dei vinti e tocca argomenti fino ad ora dimenticati. Ti ringrazio e un saluto a tutti.

 

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