lunedì 6 febbraio 2012

Recensione Marisa Madieri, La vita, l'Impegno, le Opere

MARISA MADIERI - La vita l'impegno le opere

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Titolo: Marisa  Madieri – La vita, l’impegno, le opere
Autrici: Cristina Benussi, Graziella Semacchi Gliubich
Casa Editrice: Ibiskos Editrice Risolo
Pagg.: 171

Recensione

Un libro scritto a quattro mani, tutte femminili, per ricordare un’autrice triestina di origini fiumane. Marisa Madieri, prematuramente scomparsa nel 1996 e moglie dello scrittore e saggista Claudio Magris.
Il libro contiene anche alcuni interventi di amiche o estimatrici che hanno voluto rendere testimonianza del loro affetto per una donna e una scrittrice straordinaria, che ha lasciato un’impronta profonda e indelebile nell’universo della narrativa italiana ed europea.
Una scrittrice impegnata nel sociale fino all’ultimo grazie alla fondazione del CAV (Centro di Aiuto alla Vita) di Trieste che porterà il suo nome, costituito a ridosso dell’approvazione della contestata legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza.
Il centro si impegna da sempre nell’accoglienza di donne sole o abbandonate, gravate da problemi o incapaci di trovare altrimenti un sostegno, che non volendo interrompere una gravidanza cercano aiuto e solidarietà, o semplicemente desiderano attenzione e ascolto.
Già il nome dato al centro è fortemente evocativo: aiuto alla vita, della madre e del suo bambino.

All’impegno sociale, la Madieri ha affiancato la scrittura, un’attività forse non cercata, ma che è scaturita con forza prorompente dal suo cuore: voglia di raccontare e raccontarsi, per lasciare una testimonianza di sé alla famiglia e consegnare alle generazioni future un pezzo di storia e un patrimonio di memorie che i testi scolastici non sono in grado di dire.
Vissuta a Fiume fino alla preadolescenza, la Madieri ha subito l’esodo forzato che ha accomunato alla fine della guerra migliaia di istriani, fiumani e dalmati che hanno dovuto abbandonare le loro terre e trovare rifugio in Italia o in altri paesi.
Nelle sue opere è palpabile anche se sottaciuta, con delicatezza e pudore, tutta la sofferenza di uno sradicamento dalla patria, intesa come cerchio magico di affetti e tradizioni consolidate, l’annientamento del proprio vissuto verso un destino ignoto. Un passato mai passato, un presente incerto, un futuro da inventare.
Ma dai racconti non traspare odio, rancore, spirito di vendetta: tutt’altro. La prosa morbida e pacata rispecchia una serenità e un infinito amore e gratitudine per la vita, anche nella fase più crudele della malattia,  per le persone care che l’hanno amata e circondata di affetto ed è sugli affetti che ha costruito la sua vita e ha fondato le sue opere.
I lettori possono familiarizzare con la scrittrice attraverso ampi brani dei suoi scritti riportati nel saggio e  che si vorrebbe non finissero mai: il romanzo Verde acqua,  la Conchiglia, e altri racconti.

Le due autrici del saggio è come se parlassero di un’amica ad altre amiche. Con tenerezza, trasporto, voglia di chiacchiericcio, sommesso e complice. Soprattutto la prima parte a cura di Graziella Semacchi Gliubich, scritta in modo più accorato e intimista, con una profonda vena di nostalgia e tenerezza, palpabile fin dalle prime righe.
La seconda, che nasce dalla penna di Cristina Benussi, non meno partecipe, è compilata tuttavia in modo piuttosto accademico, il che rende impegnativa la lettura. Le pagine della scrittrice sono acutamente analizzate anche sotto il profilo psicologico e stilistico a meglio interpretare ed evidenziare la cifra universale di Marisa Madieri.


Maria Irene Cimmino


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