giovedì 26 aprile 2012

recensione de La Sovrana Lettrice

La sovrana lettrice


Titolo: La sovrana lettrice
Autore: Alan Bennet
Casa Editrice: Gli Adelphi
Pagg.: 95



Recensione


Nei libri non si cerca la vita,  la si trova. Da questo aforisma si può partire per gustare questo straordinario e divertente racconto di Alan Bennet, poeta, scrittore, drammaturgo, attore inglese fra i più fecondi e interessanti del nostro tempo.
Cosa accade quando la regina d’Inghilterra, a spasso con i suoi adorati e pestiferi cagnolini corgi si imbatte casualmente in una biblioteca circolante e, dimentica per un attimo del suo ruolo istituzionale e delle ingessate etichette di palazzo, si lascia conquistare dal libraio e da un suo sguattero di cucina con la passione per la lettura?
Lei, che per mancanza di tempo poco o nulla aveva letto; lei, che sempre aveva dovuto sottostare agli obblighi imposti dal suo rango e  mai aveva dovuto o potuto dimostrare uno specifico interesse per qualcosa o qualcuno per non offendere o prendere posizione, inizia a far diventare la lettura quasi una magnifica ossessione. A poco a poco fa crescere a dismisura la pila dei libri sul comodino causando l’irritazione dei camerieri e soprattutto del suo consigliere personale che ritengono questo nuovo e insolito interesse una minaccia per la sovrana stessa, per il protocollo (da lei oramai spesso volutamente infranto e con una punta di compiacimento), financo per le leggi dello stato. Come possono autori sconosciuti o classici come Thomas Hardy, Charles Dickens, Proust, che si vorrebbero sepolti dall’oblio o dimenticati sugli scaffali impolverati delle biblioteche reali, sovvertire i rigidi cerimoniali della corona? Eppure.
La sovrana non demorde e la passione che cresce in lei libro dopo libro la porta a  rivalutare se stessa e la sua persona, ma soprattutto chi le sta attorno, la affianca o la consiglia. Inizia a dare il giusto peso agli eventi, a meglio ponderarli e inquadrarli nella loro vera dimensione o a considerarli da prospettive insolite e quanto mai interessanti -  in breve a riscoprire la vita, anche a ottant’anni, quando molti suoi coetanei ritengono di essere oramai giunti a fondo corsa. Invece anche a quest’età si può (ri)-cominciare con altri interessi e giungere a decisioni inaspettate e sovvertire quello che è stato spacciato per ordine costituito. Un classico val bene l’infrazione di una regola.
La sovrana lettrice – splendida metafora di un doppio senso, di un doppio significato, speculare del titolo inglese del libro: the Uncommon Reader: altro senso, altro significato, ugualmente perfetto.
Tutti, dunque, possono diventare lettrici e lettori sovrani, sovrani nelle scelte che possono cambiare la vita, sovrani di una diversa presa di coscienza, di un nuovo orientamento del gusto, della voglia del nuovo per cercare e  trovare la vita dentro un libro, grazie a un libro.
Un racconto da non perdere, nello stile inconfondibile di Alan Bennet che ci invita alla lettura, una  scoperta continua per un’avventura senza fine.

Maria Irene Cimmino

1 commento:

  1. Troppo carino questo romanzo di Bennett, è piaciuto tanto anche a me!! :)

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