martedì 29 maggio 2012

Recensione di Woody...fuga nella realtà




















Titolo: Woody…fuga nella realtà
Autore: Alfonso La Licata
Casa Editrice: Minerva Edizioni Bologna
Pagg.: 117




Trama


Certo, se uno inizia la vita con un nome improbabile come Woody Grantortino ha il destino segnato. Lui è un uomo qualunque, un uomo senza qualità, un travet che non appare, sempre nei pressi di una fotocopiatrice di un grande e anonimo ufficio. Nessuno si accorge di lui, è un pezzo dello scarno e impersonale arredamento, anzi viene identificato con il macchinario a lui affidato. I colleghi gli commissionano  gli incarichi, ma non lo guardano, non lo hanno mai guardato. Woody non reagisce, come noi tutti ci aspetteremmo, mai un moto di orgoglio, e sembra accettare supinamente la vita che gli è stata assegnata, suo malgrado.
Da sempre appassionato di cinema, Woody (nomen omen) cerca spesso rifugio in un universo parallelo, sogna di vivere avventure fantastiche e straordinarie trasformandosi in un supereroe che sgomina bande di terroristi in luoghi infestati da bestie feroci per salvare la bella di turno e l’umanità intera. Ma il risveglio è duro, solo una gatta a fargli compagnia e l’attende la giornata di sempre, nell’anonimato più assoluto.
Anche se si sente trasparente o invisibile, Woody guarda, osserva con minuzia le persone che incontra, ne fa un attento profilo psicologico sempre sul filo dell’ironia, e descrive, fra il serio e il faceto, una galleria di gustosi personaggi.
Un giorno come tanti, nel suo scorrere uguale a tutti quelli che lo hanno preceduto e sostanzialmente uguale a tutti quelli che seguiranno, Woody diventa involontario protagonista di un fatto di cronaca sul cui esito (potenzialmente tragico) egli giocherà un ruolo fondamentale, rivelando insospettabili doti organizzative e umane che altri non oserebbero mettere in atto, per paura o codardia. Sfodera un invidiabile sangue freddo e una calma serafica, ma anche fermezza e tenacia e trova una grande fiducia nei suoi mezzi e in se stesso, quando dovrà cercare una via d’uscita per salvare la sua vita, difendere e proteggere la donna che si troverà inaspettatamente accanto e per la quale proverà i suoi primi (veri) brividi d’amore.

Recensione


Il romanzo d’esordio di Alfonso La Licata, che ha vinto il premio RaiRadio1 Tramate con Noi 2011 e con grande merito, si innesta nello straordinario filone letterario siciliano che non smette mai di sorprendere, per vivacità di linguaggio, argomenti, stile e poetica, confermando una volta di più tutta la sua forza narrativa.
Woody è il protagonista nel quale tutti noi ci possiamo riconoscere: nelle piccole manie, nei tentativi di sfuggire ad una realtà lavorativa spesso triste e vuota e povera di stimoli; o quando cerchiamo conforto in un mondo altro che svanisce con il sorgere del sole. Fuga nella realtà è in effetti un riappropriarsi di se stessi, è il riconoscere la forza che abbiamo dentro e che sappiamo esistere a dispetto di tutto e di tutti e farla diventare un’arma infallibile per sconfiggere noia e ripetitività.  Un guizzo inaspettato, un’avventura inattesa, una svolta che ci sorprende e ci fa comprendere il nostro valore – la  vita che abbiamo sempre sognato è proprio lì, a portata di mano.

Maria Irene Cimmino

giovedì 24 maggio 2012

recensione: BELLA TUTTA! I MIEI GRASSI GIORNI FELICI di Elena Guerrini


Titolo: Bella tutta! I miei grassi giorni felici
Autore: Elena Guerrini
Pagine: 238 p.
Editore: Garzanti

Trama: «Bella tutta! è una storia vera, la mia. Mia, della mia adolescenza e dei miei amori sfigati…
 È la storia mia e dei miei chili. Mia e della mia Pancia, con la P maiuscola. Mia e della mia gara con le diete.
Solo dopo aver provato sessantotto diete diverse, contato per anni le calorie di ogni cibo ingerito, letto settanta manuali su come dimagrire per essere felici, ho deciso di essere felice lo stesso, senza dimagrire! Ho smesso di fare diete, non ho più comprato creme miracolose e pillole magiche, non ho fatto digiuni estenuanti seguiti da abbuffate svuotafrigo! E ho buttato quell'infido attrezzo sadomaso che è la bilancia. Un giorno mi sono svegliata e ho deciso che potevo impiegare quei soldi e quel tempo per me. Non soltanto per la mia linea o per combattere la cellulite, ma per me, per la mia persona tutta intera. Non è cambiato il peso, è cambiato lo sguardo.»

Recensione a cura di Stefania Scarano:
Elena ormai è una donna matura, realizzata, madre, compagna, scrittrice ma cosa è stata la sua adolescenza?
Per tutti è un periodo difficile, fatto di cambiamenti sia fisici che psicologici per cui fin qui nulla di strano ma, ad essere grassi com'è?
L'ossessione per la forma fisica non è poi così recente e così, già negli anni '80 una giovanissima Elena viene messa a dieta dalla madre ed iniziano così gli eccessi, le diete e poi le abbuffate e l'ormai tristemente noto effetto yo-yo.
Per anni sarà condizionata dal suo aspetto ed avrà incontri-scontri con l'altro sesso fino a quando inizierà ad accettarsi per come è, godendosi un pò più la vita e realizzandosi come donna.
Davvero divertente per il racconto di alcune scene, un pò malinconico in altre perchè non piacersi è terribile ma in definitiva un romanzo vivace ed adatto a tutti, specie a chi si tormenta per qualche chilo di troppo.
Io stessa lotto con la bilancia sin da bambina per cui capisco benissimo il punto di vista di Elena e nella sua storia ci ho visto qualcosa di me e della mia così come tante altre o altri potrebbero, a loro volta, ritrovarsi.
Molto simpatica davvero, una lettura scorrevole e piacevole anche quando affronta temi più delicati o intimi, personaggi molto interessanti, a volte proprio spassosi!

martedì 22 maggio 2012

recensione: EVELYN STARR - LA REGINA DEI SENZASTELLE di Luca Azzolini e Francesco Falconi


Titolo: Evelyn Starr - La regina dei Senzastelle
Autori: Luca Azzolini, Francesco Falconi
Pagine: 272 p.
Editore: Piemme - Il battello a vapore
Trama: Il Natale è alle porte e Ithil Runa è coperta da un manto di neve. Dopo il suo primo viaggio nelle terre incantate del Mullagh Maat, la vita di Evelyn sembra tornata alla normalità tra la scuola, il saggio di danza e le uscite con gli amici. Ma, al di là dell'Arco d'Avorio, forze oscure tramano per preparare il ritorno di Murigen, la perfida Regina dei Senzastelle. Il 21 dicembre, durante la notte più lunga dell'anno, un'eclisse di luna oscurerà il cielo e, in quel preciso o istante, il Patto d'Argento sarà più debole. È l'occasione che Murigen stava aspettando da anni per oltrepassare l'Arco d'Avorio e riconquistare il suo regno. Evelyn sarà così costretta a tornare nel Mullagh Maat insieme all'amico Zak e al fidato Stillygan per recuperare il Gioiello della Luce. Ma un nuovo nemico, dal cuore nero come l'ombra, è pronto a mettersi sulla sua strada: il Principe dei Senzastelle, che nasconde un terribile segreto capace di far vacillare ogni certezza di Evelyn...

Recensione a cura di Stefania Scarano:
Secondo capitolo della saga di Evelyn Starr anche se, di fatto, è il primo per me.
Evelyn ha quasi 14 anni ed è ormai consapevole di essere l'ultima Guardiana delle Nebbie anche se la sua formazione non è completa, è la sola a poter aprire il varco verso le terre incantate del Mullagh Maat dato che suo padre ha perso i poteri e la sua bisnonna è troppo debole ed anziana per farlo.
Reduce da una precedente avventura, la giovane Evelyn è consapevole che a Ithil Runa si nascondano come Spenti diversi personaggi magici, buoni come Dana la sua insegnante di danza o oscuri come altri insospettabili.
Tutto sembra scorrere sereno secondo la routine di scuola, danza ed amici per Evelyn ma, il giorno del solstizio d'inverno gli eventi precipiteranno perchè in occasione dell'eclissi di luna i poteri dei Guardiani e del Patto d'argento di affievoliscono mentre aumentano quelli delle forze oscure che favoriscono un ritorno dei Senzastelle.
Per salvare i suoi cari ed infine anche la sua città Evelyn sarà costretta a varcare l'Arco d'Avorio assieme al fidanzatino Zak e al mutaforme Stillygan alla ricerca del Gioiello della luce ma qui scoprirà nuovi inquietanti nemici e si troverà ad affrontare la perfida Murigen ed il ritrovato Principe dei Senzastelle.
Una storia fantastica per ragazzi che tocca temi delicati per l'adolescenza come amicizia, amore e rapporti familiari tra le altre cose, una lettura piacevole e scorrevole arricchita da belle illustrazioni.
Bella, infine, l'idea della presentazione personale dei due autori e della signatrice (Silvia Bigolin) che dimostrano di essere non solo talentuosi ma anche simpatici :).

recensione: IL PRECARIO EQUILIBRIO DELLA VITA di GIORGIO MARCONI

Titolo: Il precario equilibrio della vita
Autore: Giorgio Marconi
Pagine: 112 p.
Editore: Edizioni Montag
Trama: Giulio Matreschi, pittore, ricoverato in una casa di riposo, racconta la sua vita a Goffredo, impiegato delle poste che va a trovarlo per consegnargli una lettera giunta a destinazione con un ritardo di cinquant'anni. E la lettera di Clara, l'unica donna che il pittore abbia mai amato e che, se ricevuta nel 1939, avrebbe potuto cambiare la sua vita. Alla vicenda si intreccia la simpatia che nasce tra Goffredo e Yvonne, infermiera della casa di riposo. Le storie dei tre protagonisti si legano nella cognizione che l'Amore non è mai sprecato, ma trova il modo di esprimersi anche a distanza di decenni. Amore che riesce finalmente ad abbracciare le loro esistenze, in bilico e sempre alla ricerca di un equilibrio pur nella consapevolezza della sua inconfutabile precarietà.

Recensione a cura di Stefania Scarano:
Giulio, pittore 98enne, vive da anni in un ricovero per artisti di Parigi, giornate sempre uguali finchè un giorno riceve la visita di Goffredo che si presenta all'infermiera Yvonne come funzionario delle poste italiane, incaricato di recapitare un plico a Giulio. Yvonne indica Giulio a quell'insolito visitatore e così Goffredo gli consegna una lettera persa nei meandri di un ufficio postale per circa 70 anni. Strano a dirsi, l'anziano pittore decide di non aprirla subito, sa di chi è e ne ha quasi paura perchè quella lettera l'aveva tanto attesa ed avrebbe potuto cambiare la sua vita all'epoca.
Giulio invita, quindi,  Goffredo a fermarsi per il pranzo e intanto inizia a raccontargli della sua vita, dall'infanzia fino alla vecchiaia. Una vita ricca di eventi, sia belli che brutti, da cui Goffredo sembra letteralmente rapito.
C'è poi Yvonne, la responsabile della struttura, che vive di rimorsi e rimpianti. L'arrivo di Goffredo cambierà anche la sua vita alla fine.
Possibile che un funzionario delle poste si scomodi così tanto solo per una lettera? Chi è in realtà Goffredo e perchè è andato a trovare Giulio?
Interrogativi che via via trovano risposta nella mente del lettore in un climax crescente di rivelazioni.
Ho gioito e riso ma mi sono anche rabbuiata a leggere via via la storia, interrogandomi sul destino e sul fatto che ne siamo fautori o meno.
Una storia breve ma intensa, un peccato che sia finita così presto.
Trovate i primi 4 capitoli del romanzo al link http://ilprecarioequilibriodellavita.blogspot.it/ .

lunedì 21 maggio 2012

"Estrazione" giveaway Manualetto di songwriting Piccola guida per futuri artisti della canzone di Max Greco

Ci scusiamo per il ritardo...
Ecco qui la nostra "estrazione" per il giveaway di
Manualetto di songwriting
Piccola guida per futuri artisti della canzone
di
Max Greco
Audino Sacco Editore QUI!

Vince PATRIZIA SCHIAVONE!
Complimenti!!!



giovedì 17 maggio 2012

recensione: LA RICAMATRICE DI SEGRETI di Kate Alcott



Titolo: La ricamatrice di segreti
Autore: Kate Alcott
Pagine: 384p.
Editore: Tre60

Trama: Oceano Atlantico, 14 aprile 1912. È stata una bugia il biglietto che ha permesso a Tess di salire sulla nave più lussuosa del mondo, diretta in America: stanca di passare le giornate a cucire per pochi spiccioli e dotata di uno straordinario talento come ricamatrice, la ragazza ha trovato il coraggio di avvicinare Lady Lucile Duff Gordon e, mentendo sulla propria identità e sul proprio passato, ha convinto la celebre stilista ad assumerla come cameriera personale. Adesso, davanti a lei, si apre un mondo che sembra uscito da una fiaba: saloni maestosi, tavole imbandite, cabine sfarzose e, soprattutto, sontuosi abiti di velluto cangiante, pizzi raffinati, sete pregiate... Eppure, in quei pochi giorni di viaggio, non sono soltanto la magnificenza e la ricchezza a stupire Tess; ben più sconvolgenti, infatti, sono gli sguardi e le parole di Jim, l'umile mozzo che ha fatto breccia nel suo cuore. Proprio come, di lì a poco, un iceberg farà breccia nell'"inaffondabile" Titanic... New York, 18 aprile 1912. Giunti negli Stati Uniti, i sopravvissuti al naufragio del Titanic vengono accolti come eroi. Presto, però, l'ombra del sospetto oscura proprio la stella di Lady Duff Gordon, accusata da un giornale scandalistico di aver corrotto gli ufficiali di bordo pur di salire su una delle poche scialuppe di salvataggio. E, quando scoprirà chi è la fonte di quella notizia, Tess sarà costretta a una scelta drammatica...

Recensione a cura di Stefania Scarano:
A pochi mesi dalla tragedia della Concordia e ad un mese dal centenario della tragedia del Titanic questo romanzo ci riporta indietro nel tempo, esattamente ad un secolo fa quando migliaia di persone partivano speranzose verso l'America. Tra queste vi è Tess, giovane sarta costretta a servizio in una famiglia che non la paga come dovrebbe ed approfitta di lei, ella stanca del trattamento ricevuto e forte della sua determinazione cerca un modo per imbarcarsi sul transatlantico e il caso vuole che la famosa stilista Lucile Duff Gordon sia rimasta senza la sua cameriera personale. Inizia così l'avventura di Tess che conoscerà personaggi facoltosi ma anche gente semplice nel breve frangente antecedente lo scontro col celebre iceberg.
Come tutti sappiamo, sono attimi di panico, la gente corre per tutta la nave alla ricerca delle scialuppe e i poveri nei piani più bassi finiscono dimenticati così che solo un terzo dei passeggeri riuscirà a mettersi in salvo sulle ben poche e disorganizzate scialuppe.
Tess ritrova Lucile e arrivate a New York segue lei ed il marito in un lussuoso albergo, quindi dal giorno dopo inizia a lavorare per lei all'atelier. Il sogno di Tess sembra si stia realizzando ma, a quale prezzo? Potrà continuare ad essere remissiva come esige il suo ruolo o farà prevalere la sua natura?
La storia prosegue con l'inchiesta del Senato americano sulla tragedia, a quella reale si è ispirata, infatti, l'autrice e tra colpi di scena vari emergeranno gli orrori di quella notte che ha segnato la storia della navigazione.
Tess si troverà, poi, contesa anche nell'ambito sentimentale da due uomini diversissimi che hanno in comune solo l'amore per lei, chi sceglierà?
Tanti interrogativi a cui rispondere, un romanzo che si fa leggere tutto d'un fiato per scoprire come vada a finire per i vari personaggi, davvero accattivante.

martedì 15 maggio 2012

recensione: Cassa integrazione guadagni... la mia è straordinaria - Antonio Capolongo


Titolo: Cassa integrazione guadagni... la mia è straordinaria
Autore: Antonio Capolongo
Pagine: 204pp
Editore: Arduino Sacco
Trama: “A partire da domani lei è sospeso dal lavoro con ricorso alla cassa integrazione guadagni…”. Così recitava la lettera che Marcello Marchesi ricevette da parte della sua azienda, una delle tante in crisi della martoriata provincia di Napoli. È in questo modo, crudo, che apprende che dovrà rimanere a casa, ma all’epoca non sa che lo dovrà fare esattamente per centoquattordici giorni. È da questo punto che si snodano due strade… due viaggi fatti nel segno della lotta pura, uno per rivendicare i propri diritti, l’altro per sconfiggere le proprie paure. Durante quest’ultimo incontrerà tanti personaggi che albergano nella sua memoria, essi lo accompagneranno fin dove le due strade si intersecano.
Nei due cammini, al suo fianco, vi è una presenza costante, la sua amatissima Sofia, una donna determinata, capace di conquistare “fortezze inespugnabili”. Marcello e Sofia serbano un sogno nei loro cuori, vorrebbero sposarsi, vorrebbero una vita normale e… in nome di essa non si arrendono.

Recensione a cura di Stefania Scarano:
Pensavo si trattasse di un romanzo d'attualità o denuncia visto il clima attuale e la crisi che ci attanaglia ma non è solo questo, si tratta, infatti di una sorta di seguito di Un incontro d'Amore (http://lepassionidiste.blogspot.it/2011/12/unincontro-damore-antonio-capolongo.html) e quindi ritroviamo come protagonista lo stesso Marcello.
Ormai affermata la relazione con la sua Sofia, Marcello si ritrova, inaspettatamente in cassa integrazione e così i progetti di vita insieme, coronare il loro amore col matrimonio sembrano sfumare sotto l'egida delle difficoltà economiche-lavorative.
Un racconto realistico di quanto accade spesso nelle aziende, del mobbing, delle prese in giro, dei sindacati che a volte fanno il doppio gioco e della povera gente che subisce tutto ciò senza possibilità di scelta. Essendo situazioni comuni, sono capitate anche nella mia famiglia e quindi mi sono calata negli stati d'animo dei protagonisti e li ho compresi bene rimanendone amareggiata.
Il sentirsi impotenti, l'aspettare la buona nuova che non arriva mai getta la gente nel panico, li immobilizza mentalmente sottraendo loro ossigeno ed impedendo di reagire, pensare a come fronteggiare la cosa ed è qui che la depressione spesso fa capolino sfociando in atti estremi che di recente abbiamo spesso sentito ai tg.
Marcello, per fortuna, non si perde d'animo e forte del suo sapere e delle sue capacità unite a quelle di Sofia cerca di far valere i propri diritti, secondo voi ci riuscità?
Essendo ambientato in Campania vi sono riferimenti anche alla malavita che spesso mette lo zampino nelle attività così come a Saviano, celebre scrittore di denuncia che ha aperto gli occhi di molti su quella terra e per questo è costretto a vivere sotto protezione.
Molto attuale come contenuti, inutile dirlo.

venerdì 11 maggio 2012

Recensione di Siro di Francesco Vidotto

 
Titolo: Siro
Autore: Francesco Vidotto
Editore: Minerva Edizioni
Pagg.: 163
 

Recensione

Siro il pastore, Siro il poeta e lo scrittore, ma soprattutto Siro testimone di un’epoca, di un tempo che sembra oramai così lontano da averne perso la memoria, ma che invece l’autore rende ancora vivo e palpitante: due quaderni gualciti trovati per caso in uno scatolone appartenuto al nonno del narratore racchiudono la storia di un uomo vissuto nel secolo scorso in Cadore, fra le dolomiti.
Siro, unico dei suoi fratelli a saper leggere e scrivere grazie a un abbecedario regalatogli da una maestra in vacanza, inizia ad amare la lettura, nonostante la feroce e violenta opposizione del padre abbruttito dall’alcol che considera l’istruzione una perdita di tempo e una distrazione dal gregge che gli era stato affidato. Ma Siro continua di nascosto a leggere i classici che lo appassionano e lo accompagnano e confortano nelle lunghe giornate solitarie fra le montagne. La solitudine lo divora ma  un  incontro casuale nella piazza del paese gli cambierà la vita -  una donna che lo ama per quello che è, cui non importa la sua condizione di pastore,  che non è interessata alle differenze sociali e trascorre con lui intere giornate fra le montagne, perdendosi nei fiabeschi paesaggi, nei colori offerti dal passaggio delle stagioni, nei cieli azzurri, nelle notti stellate dove sembra che niente e nessuno possa turbare la quiete e la serenità che solo la natura sa infondere negli spiriti sensibili, negli animi delicati.
Tuttavia le distanze fra i due mondi si fanno sempre più ampie e si spalanca l’abisso fra i due giovani innamorati che sono costretti a separarsi. Per la famiglia di lei le apparenze sono salve, le tradizioni rispettate - mentre la solitudine si riappropria ancora una volta del pastore che riprende a vagare fra i prati con il suo gregge, immalinconito e con un vuoto quasi impossibile da colmare.
 Passano gli anni e si avvicendano grandi e piccole tragedie che colpiscono la piccola comunità. Quando, alla fine, tutto sembra perduto Siro fa una scoperta che gli restituisce la speranza e lo conforta nell’ultimo scorcio della sua difficile esistenza.
Siro è un diario, è  il racconto di donne e uomini segnati dalla miseria, dalla fame, dai soprusi. Ma è anche la rievocazione di un grumo di storie di gente che sapeva ancora apprezzare le poche cose che la vita aveva da offrire: l’incanto di un cielo notturno, la sensazione del vento che sfiora la pelle, portandosi il profumo del bosco, il canto degli uccelli fra lo stormire delle fronde. Il romanzo è anche un’ode al duro lavoro dei montanari, alla fatica al limite dell’umano per portare a casa quei pochi spiccioli che consentivano una vita dignitosa durante i rigidi inverni cadorini. E’ lo struggente ricordo di amicizie vere e solidali, della completa e totale condivisione dei valori più semplici e genuini.
Un libro che fa bene a tutti, alle giovani generazioni per capire il passato, a quelle più vecchie per riappropriarsi ancora una volta di un tempo perduto nella superficialità del vivere quotidiano.

Maria Irene Cimmino

lunedì 7 maggio 2012

Recensione: Diario di Santiago di Giovanni Bernuzzi

Diario di Santiago

di 

Giovanni Bernuzzi

 

 



Titolo: Diario di Santiago
Autore: Giovanni Bernuzzi
Prezzo: euro 15,00
Casa editrice: Happy Hour edizioni
Pagine: 144



Recensione a cura di Jessica Ravera


Spesso mi è capitato di pensare: mi piacerebbe, almeno una volta nella vita, fare il cammino di Santiago. Ma per ora, almeno per me, è solo una di quelle cose nella lista immaginaria a tempo indeterminato. Credo che sia un’esperienza da fare “al momento giusto” e per me questo momento non è ancora arrivato. Giovanni Bernuzzi, invece, ha vissuto intensamente quest’esperienza e i suoi personali appunti di viaggio sono poi diventati un libro: Diario di Santiago, del quale ho il piacere di raccontare oggi.

Mi piace definire questo libro come un viaggio di testa, di cuore e di piedi!

Di testa perché non è solo un diario ma anche un ricco breviario di indicazioni pratiche per chi vuole intraprendere quest’avventura in totale autonomia! Spesso le guide “ufficiali” ci dicono tutto ciò che è meglio portare, qui Giovanni testa sulla propria pelle ciò che “sarebbe” stato meglio avere e cosa invece si sia rivelato perfettamente inutile. Il bagaglio del suo cammino diventa una sorta di metafora dell’esistenza umana, perché ci ricorda costantemente come, quando ti trovi a dover portare tu, sulle tue spalle, ciò di cui devi vivere, ecco che lucidamente ti accorgi di ciò di cui davvero hai bisogno e di ciò che invece può tranquillamente fare a meno, perché anche 10 grammi di inutilità, camminando per così tanti km, pesano! Ho trovato stupendo “Il Preludio”, ovvero la parte iniziale dove l’autore si “allena” per ciò che sarà: camminando per Milano, testando il peso dello zaino, la resistenza e la comodità degli scarponi. Ma scoprirà poi, e noi con lui, che non esiste preparazione che tenga all’esperienza diretta!

Di cuore perché un viaggio come quello per arrivare a Santiago, è un’esperienza che non si dimentica, un’emozione costante, che oscilla costantemente fra la solitudine dei tratti a piedi che sembrano non finire mai, dove solo i tuoi pensieri riempiono in vuoto dell’orizzonte, e la promiscuità del dover condividere spazi spesso scomodi e angusti con perfetti sconosciuti provenienti da tutto il mondo. Memorabili le descrizioni dei pellegrini, un pout pourrì di persone che intrecciano con quella di Giovanni la propria esistenza, i propri modi di agire e pensare.
Ma il cammino è anche un viaggio intimo, dove la delicata spiritualità di chi racconta si affaccia sulla Storia di chi per secoli ha compiuto lo stesso tragitto mosso solo dalla fede e dalla speranza. La Cattedrale di Santiago de Compostela, infatti, è l’emozione più grande!

Di piedi, perché anche se si è uomini intrisi di vasta cultura e di profonda religiosità come Giovanni, non bisogna dimenticarsi mai che con questo mondo si interagisce soprattutto per mezzo di un corpo fatto di carne e sangue, e i piedi distrutti dal troppo camminare te lo fanno ricordare molto molto bene! Sorridiamo (tanto non siamo lì noi con piaghe e vesciche!) e soffriamo (noi lettori in fondo un po’ empatici lo siamo) nel sentire come il nostro autore e gli altri pellegrini alla sera non discorrano di problemi aulici e trascendentali ma si scambiano consigli e impressioni sui rifugi dai bagni più umani e i problemi alle estremità che mettono a dura prova il proseguimento. L’immagine del ragazzo con il secchio di plastica per il pediluvio curativo rimane più impresse di tante sindromi di Stendhal da paesaggi di Castiglia!
 
D’altronde assaporare la letteratura in tutte le sue declinazioni e godere il puro e semplice camminare sono un po’ il modus vivendi di questo autore, lo si può capire a pag. 24 del Diario, dove dice: al momento di partire, poco dopo le otto, mi regalano un bigliettino plasticato con i riferimenti del rifugio. Per strada lo guardo e vedo che sul retro c’è una poesia di Antonio Machado, in traduzione italiana. Buon segno, è uno dei miei poeti preferiti e anche a lui piaceva leggere e camminare: “mis aficiones son pasear y leer” scrive di se stesso, e potrei dirlo anche di me. E non è un caso, quindi, che i due libri autobiografici di Giovanni Bernuzzi (il primo è Solo ma vero) narrino rispettivamente la sua storia attraverso i libri che ha letto e amato e il suo percorso umano attraverso una camminata lunga 780km!

p.s. in appendice al libro si trovano tutte le fotografie scattate in 26 giorni. Non un reportage fotografico professionale da guida turistica, ma immagini che potremmo fare noi per portarci a casa un ricordo del nostro cammino! Per questo più vive, più reali e umane. Mentre leggevo tenevo un dito fra le pagine della narrazione e un altro in quella sezione, per correre a vedere ogni volta cosa l’autore avesse deciso di “portarsi via” da ogni luogo.


sabato 5 maggio 2012

recensione: IL SILENZIO DELL'INNOCENZA di SOMALY MAM

Titolo: Il silenzio dell'innocenza
Autore: Somaly Mam
Pagine: 174
Editore: Corbaccio
Trama: "Mi chiamo Somaly; o, per lo meno, così mi chiamo adesso. Come tutti, in Cambogia, di nomi ne ho avuti parecchi. Un nome deriva da una scelta provvisoria, lo si cambia come si cambia vita se la sfortuna si accanisce contro di noi, per esempio. Ma non mi ricordo bene dei nomi che ho avuto quando ero piccola. Del resto, non ricordo quasi niente della mia prima infanzia; non so granché delle mie origini e ho ricostruito a posteriori, da vaghi ricordi, quel minimo di storia che sto per raccontarvi..." Nata nella poverissima campagna cambogiana, dove i genitori arrivano a vendere i propri figli all'età di cinque o sei anni per pochi soldi, Somaly Mam, oggi trentacinquenne, ha vissuto parte dell'adolescenza in un bordello, in condizione di schiavitù. Violentata, picchiata e torturata, è riuscita a sottrarsi al suo destino e insieme al marito Pierre Legros ha creato nel 1997 un'associazione no-profit, la AFESIP (Agir pour les femmes en situation précaire) che dalla Cambogia, dove ha la sede principale, si è rapidamente sviluppata in Tailandia, Vietnam e Laos. Nonostante abbia subito numerose minacce, finora Somaly Mam è riuscita a salvare dalla prostituzione e dalla schiavitù migliaia di ragazze. "Il silenzio dell'innocenza" racconta la sua storia, la storia di migliaia di persone come lei, il dolore e la rabbia, ma anche la speranza che il mondo possa cambiare.

Recensione a cura di Stefania Scarano:
Una storia che non è bella e intensa perchè ben romanzata ma è toccante perchè vera.
Si tratta infatti della storia ricostruita a posteriori di Somaly, da piccola orfana cresciuta un pò per caso tra i vicini e poi venduta come schiavetta ad un uomo maturo che identificava come "nonno" ma che alla fine l'ha solo sfruttata come meglio poteva per lavoro e per pagare debiti vendendola a sua volta. Una storia infelice, fatta di brutture, violenze e tanto male che almeno per Somaly ha un "lieto" fine poichè è riuscita ad uscire dalla prostituzione a cui era stata costretta, a conoscere un buon uomo, avere una famiglia, istrursi e fare qualcosa di costruttivo della propria vita.
Nonostante la voglia di dimenticare il passato, Somaly è rimasta nei luoghi della sua sofferenza per aiutare giovani donne e bambine che come lei sono state vendute e trattate come merci, senza rispetto ne dignità. Ha fondato, infatti, l'AFESIP che aiuta ragazze e bambine ad uscire dalla prostituzione, formarsi, curarsi e cercare di rifarsi una vita.
E' abominevole ciò che fanno a donne e bambini in paesi come Cambogia, Vietnam, Tailandia e limitrofi, una vergogna per il genere umano sulla quale non si può transigere ne chiudere gli occhi fingendo che non esista. Anzi, una storia che serve ad informare e scuotere le coscienze perchè non si tratta solo di donazioni e beneficenza ma di umanità e di fare qualcosa di moralmente necessario.
E' il modo per Somaly di raccontare una volta e per tutte la sua storia che l'accumuna a tante giovani donne e bimbe di quei paesi, per sputare il veleno di quel serpente che l'ha morsa così tante volte ed evitare di ricostruire il tutto, ogni volta, su insistenza dei giornalisti che a volte lucrano anche sulle disagrazie altrui.
Mi ha fatta pensare di essere fortunata ad essere come sono e dove sono perchè nonostante i problemi quotidiani, la crisi che ogni giorno ci martella nelle orecchie anche grazie alla tv ci sono al mondo delle realtà che superano la nostra immaginazione e che fanno letteralmente rabbrividire.
Una testimonianza per non sottovalutare la tratta di schiave, il commercio-turismo sessuale ed il degrado che imperano in tali posti e che spesso non sono così lontani da noi e dalla nostra realtà quotidiana.

recensione: SE SOLO FOSSE AMORE di MARISA GIAROLI

Titolo: Se solo fosse amore
Autore: Marisa Giaroli
Pagine: 197
Editore: Abel books
Trama: La vita sembra avere concesso tutto a Marcello: un prestigioso ufficio notarile, l’amore della figlia, la sicurezza economica. Il notaio si trova nell’età in cui  pensa di aver giocato tutte le sue carte quando nella sua vita, scandita da ritmi ben precisi, irrompe Alice che, dietro all’aspetto gioioso e seducente nasconde i ricordi di una infanzia dolorosa, di un divorzio…
Per Marcello è un colpo di fulmine! Dopo la morte della moglie è la prima volta che sente battere il cuore forte. Accanto ad Alice riesce a staccarsi da un passato che lo ha invecchiato dentro. Comprende che c’è un oggi sempre diverso che va vissuto, assaporato nella sua concretezza quotidiana; riprende  a vivere intensamente in uno spazio aperto ove passione, desideri, progetti diventano ancora possibili.

Recensione a cura di Stefania Scarano:
Si tratta della storia di Marcello, vedovo non più giovane, notaio conosciuto e stimato che si trova travolto dalla passione per Alice, cinquantenne problematica.
Il romanzo è diviso in tre parti, nella prima Marcello scrive una sorta di lettera ad Alice in cui ricorda la casualità che li ha portati a conoscersi e i momenti belli passati assieme seppure con difficoltà. Nella seconda parte si analizza di più la realtà della loro storia, il fatto che lei non lo ami, ci tenga a lui ma abbia un altro e questo lo distrugga via via. Marcello spesso trova rifugio in un monastero tra le colline dove conosce Padre Sandro che diventa il suo confidente e gli sarà spesso di conforto, grazie a lui conosce Eleonora, una dottoressa anch'essa vedova con cui instaura lentamente una dolce amicizia.
Infine, nella terza parte, si assiste allo stravolgimento della vita di Marcello che sceglie di cambiare tutto delle sue abitudini dimostrando che non è mai troppo tardi per farlo.
La perdita di amici e dell'anziano padre metteranno a dura prova il protagonista che finirà ad interrogarsi sui rapporti interpersonali, sull'amore, sulla religione e sulla spiritualità più in generale.
Il sentimento dell'amore in età matura è affrontato con grande delicatezza ed attenzione, ha emozionato anche me che sono under 30 e penso possa piacere molto a chi è più in là con gli anni. L'autrice è stata bravissima a calarsi nei panni di un uomo e a farci conoscere il personaggio in maniera intima e veritiera. Non solo l'amore tra uomo e donna ma anche quello fraterno e spirituale sono presenti nel romanzo e delineati con passione e trasporto.
Una poesia all'inizio di ciascuna delle tre parti e poi alla fine, dopo l'epilogo, quasi un annuncio e una conclusione volta per volta.
Davvero piacevole, peccato sia finito così presto.

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