lunedì 28 gennaio 2013

recensione: VITA DI PI di Yann Martel



Titolo: Vita di Pi
Autore: Yann Martel
Pagine: 336 pp.
Editore: Piemme

Trama: Piscine Molitor Patel è indiano, ha sedici anni, è affascinato da tutte le religioni, e porta il nome di una piscina. Nome non facile che dà adito a stupidi scherzi e giochi di parole. Fino al giorno in cui decide di essere per tutti solo e soltanto Pi. Durante il viaggio che lo deve condurre in Canada con la sua famiglia e gli animali dello zoo che il padre dirige, la nave mercantile fa naufragio. Pi si ritrova su una scialuppa, alla deriva nell'Oceano Pacifico, in compagnia soltanto di quattro animali. Tempo pochi giorni e della zebra ferita, dell’orango del Borneo e della iena isterica non resta che qualche osso cotto dal sole. A farne piazza pulita è stato Richard Parker, la tigre del Bengala con cui Pi è ora costretto a dividere quei pochi metri. Contro ogni logica, il ragazzo decide di ammaestrarla. La loro sfida è la sopravvivenza, nonostante la sete, la fame, gli squali, la furia del mare e il sale che corrode la pelle. Il loro è un viaggio straordinario, ispirato e terribile, ironico e violento, che ci porta molto più lontano di quanto avessimo mai potuto immaginare. A scoprire che la stessa storia può essere mille altre storie. E che riaccende la nostra fede nella magia e nel potere delle parole.

Recensione a cura di Stefania Scarano:
Il romanzo si apre con delle precisazioni dell'autore, che da scrivere un libro sul Portogallo si ritrova in India in cerca di ispirazione e si imbatte in una storia che farà credere in Dio, quella di Pi, per l'appunto.
Pi è il diminutivo di Piscine, eh si, il protagonista è stato chiamato così in onore di una piscina visto che il suo padrino era un esperto nuotatore, tale nome l'ha tormentato durante l'infanzia ma è riuscito a riappropriarsene durante l'adolescenza.
Pi ha una laurea in zoologia ed una in teologia per cui si narra all'inizio di queste sue passioni, gli animali e la religione, questi capitoli sembrano un pò ridondanti ma, in seguito, servono a far capire meglio la mente di Pi e le sue azioni.
All'inizio il racconto è intervallato da interventi dell'autore che apprende la storia di Pi da un uomo che gliela racconta, quindi l'autore incontra Piscine in Canada, nella sua casa, conoscendone moglie e figli nonchè la storia della sua grande avventure.
Piscine viveva con i genitori e suo fratello Ravi in uno zoo gestito da suo padre, da qui l'interesse per gli animali e la loro conoscenza, prima pratica e poi teorica. Durante la sua adolescenza, i genitori decidono di trasferirsi in Canada e così, venduti qua e là gli animali, partono con alcuni di essi alla volta dell'America su una nave mercantile giapponese.
Dopo i primi giorni di navigazione Pi si sveglia nella notte a causa di un rumore, esce a guardare cosa fosse successo e si ritrova a vedere la nave inclinarsi sempre più, cerca di tornare dalla sua famiglia ma la strada è bloccata dall'acqua, si rivolge ai membri dell'equipaggio che trova ma, si ritrova scaraventato su una scialuppa di salvataggio e miracolosamente sopravvive al naufragio. Per giorni attende i soccorsi, di trovare altre scialuppe ma, dopo una settimana, la consapevolezza di trovarsi solo in mezzo al Pacifico lo assale e razionalizza che ormai è orfano e deve cavarsela da solo.
Pi, non è proprio solo, si ritrova infatti con una zebra ferita, una iena, un orango ed una tigre, come potranno convivere in uno spazio così ristretto e senza apparentemente risorse?
Tra lotta per la sopravvivenza umana ed animale, Pi si ingegna per recuperare acqua e cibo riuscendo a convivere con una tigre e scoprendo una misteriosa isola, di giorno quasi un'oasi ma di notte famelica.
Un giorno, finalmente, Pi riuscirà a raggiungere le coste Americane e, interrogato sulla propria odissea nell'ambito delle indagini per il naufragio, verrà creduto pazzo e darà una nuova versione, del tutto simile, in cui i ruoli sono ricoperti da umani piuttosto che animali. Ma, la vera storia qual è?
Lascio a voi scoprire i dettagli ed immaginare la realtà della storia di Pi.
Mi è piaciuto come Pi affronta la religione coinvolgendosi contemporaneamente con il cristianesimo, l'islam e l'induismo proprio della sua tradizione, senza dimenticare di menzionare l'ateismo, con grande rispetto e comunione, mettendo in evidenza ciò che è alla base di tutte le religioni e non sottolineando le differenze. Forse pensieri troppo profondi per un ragazzino degli anni settanta ma che, di sicuro, sanno colpire noi ai giorni nostri visto che ci ritroviamo spesso vittime di conflitti interreligiosi.
Scrittura fitta ma scorrevole, numerosi capitoli sezionati senza apparente senso e tre macro capitoli che dividono il romanzo in base al loro contenuto.

1 commento:

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