lunedì 23 settembre 2013

Alla ricerca di Fatima - una storia palestinese


Chi ha apprezzato e si è commosso leggendo Ogni mattina a Jenin di Susan Abulhawa, non può restare insensibile di fronte alla storia dei palestinesi costretti a lasciare la propria terra dopo la nascita dello stato di Israele e a vivere la triste condizione di “senza patria”. 
Di Ghada Karmi, medico palestinese, scrittrice e  accademica presso l’università di Exeter (UK)  un romanzo autobiografico che ci porta nella Palestina autentica e narra di una comunità privata del proprio paese e del proprio futuro.



di Ghada Karmi

ALLA RICERCA DI FATIMA
Una storia palestinese




Titolo: Alla ricerca di Fatima : una storia palestinese
Autore: Ghada Karmi
Editore: Atmosphere libri
Pagine: 240
 
Pochissimi palestinesi della diaspora hanno scritto memorie così intime
come Ghada Karmi con il resoconto sincero della sua vita.
Alla ricerca di Fatima: una storia palestinese narra la vita di Ghada Karmi, medico palestinese, che trascorre l’infanzia in un sobborgo benestante di Gerusalemme con due fratelli, i genitori e il cane Rex, affidata alle cure della domestica Fatima. Quando la famiglia è costretta a fuggire in Inghilterra a causa delle crescenti violenze degli ebrei nei confronti della popolazione araba, Ghada deve imparare a convivere con la perdita progressiva e definitiva del paese in cui è nata, sostituito da Israele. L’impatto con l’Inghilterra non è troppo traumatico: la scelta di privilegiare l’identità inglese è naturale e all’inizio risolutiva. Quando, ormai laureata in medicina, sceglie di sposare un inglese, Ghada difende il suo matrimonio agli occhi della famiglia tradizionalista e giudicante, difendendo allo stesso tempo la fittizia identità inglese che ha attribuito a se stessa e rifiutando in toto quella araba. Ma ben presto le contraddizioni di una tale decisione esplodono in tutta la loro violenza: durante la guerra dei Sei giorni Ghada farà i conti con l’indifferenza, o addirittura l’ostilità, di tutti quelli che credeva vicini, marito incluso. Consapevole di non potersi più nascondere e convinta di dover cercare se stessa scavando nel passato, Ghada si getta anima e corpo nell’impegno politico, quasi cercasse un’assoluzione per aver trascurato la storia del suo popolo: negli anni Settanta inizia a lottare per far sentire la voce dimenticata degli esuli palestinesi, si reca nei campi profughi dove lavora come medico, e alla fine va a vivere in Siria. Finché comprende che nemmeno quello è il suo posto: perché la vita in Inghilterra non può essere cancellata con un colpo di spugna. Incapace di sentirsi “a casa” dovunque provi, Ghada decide alla fine di visitare i luoghi della sua infanzia, “tornando” in Israele (e alla vecchia casa di Qatamon) utilizzando il suo passaporto inglese. Solo dopo questo viaggio capirà che non esiste per lei alcun posto dove fermarsi: che non sarà mai un’inglese, non potrà mai tornare in Palestina, e non appartiene per intero nemmeno al mondo arabo. E proprio questo senso di sradicamento, condiviso da migliaia di palestinesi, la spinge a raccontare la storia dei moltissimi uomini e donne privati, come lei, del proprio paese e del proprio futuro.
«Il risultato più straordinario raggiunto da Ghada Karmi è l’umanizzazione della vicenda palestinese. L’esperienza dello sradicamento e l’esilio hanno conseguenze psicologiche durature che, come gli ebrei sanno bene, non sempre sono guarite o lenite dal tempo. Abbiamo bisogno di racconti controcorrente come questo, perché ormai sappiamo che ignorando il dolore e i diritti altrui non compiamo solo una scelta parziale, ma anche pericolosa».
Independent
«Vista la situazione politica attuale, si può dire che questo libro esca con un tempismo perfetto… Leggerlo potrebbe aiutare qualcuno a sbrogliare un po’ la matassa intricata della storia mediorientale».
Ahdaf Soueif - Times literary supplement
«Un’analisi acuta, coraggiosa, onesta e sempre godibile».
Economist
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