giovedì 10 ottobre 2013

recensione: IL VENTO CHE SA DI MIELE E DI CANNELLA - NEREA RIESCO


Titolo: Il vento che sa di miele e di cannella
Autrice: Nerea Riesco
Pagine: 285 pag.
Editore: Garzanti Libri
Trama: Spagna, 1544. Mariana ha un animo ribelle. Figlia di un nobile castigliano, fin da bambina passa le sue giornate tra gli scaffali della vecchia biblioteca. Solo circondata dai libri si sente veramente se stessa. Immersa nella lettura trova rifugio dalla rigidità e dall'oppressione della sua famiglia, attraverso le parole immagina un futuro diverso. E adesso che è entrata al servizio del re, sembra aver conquistato la sua libertà. Ma l'indipendenza a lungo sognata non dura che un istante. Il suo destino è già scritto, suo fratello ha deciso per lei: andrà in sposa al viceré nel lontano Nuovo Mondo. Eppure, inaspettatamente, in questa terra dal fascino antico scopre una nuova strada per la felicità che passa per le pagine di un prezioso taccuino. Sotto cieli di straordinari colori, in valli sconfinate dai mille profumi, sopraffatta da una passione sconosciuta, scopre una nuova forma di libertà: l'amore. Miguel conquisterà il suo cuore, proprio lui che lei non può amare...

Recensione a cura di Stefania Scarano:
Siamo nella Spagna del sedicesimo secolo, Mariana è la terzogenita dell'ammiraglio Enriquez, amata dalla amica di sua madre Beatriz ma non dai fratelli, Luis e Rodrigo. Luis cresce indifferente a tutto e prendendo a cuore solo il dovere mentre Rodrigo cresce come un teppista diventando sempre più malvagio, se la prende coi più deboli e in casa con la sorella minore.
A seguito delle emicranie croniche di donna Ana, madre di Mariana, la giovane prende le redini della casa, è un'attenta osservatrice della realtà che la circonda e così, su indicazione del fratello Luis, inizia a corrispondere con il re Filippo in qualità di informatrice.
Su suggerimento di Rodrigo, Mariana ormai in età da marito, parte alla volta del Nuovo Mondo con Beatriz, per sposare il figlio di un vicerè, non conosce il suo sposo ma parte senza protestare poichè suo padre la ritiene una buona scelta.
Arrivata a destinazione, Mariana si ammala seriamente e così viene in contatto con Miguel, un giovane medico indigeno di origini nobili. Tra i due scatta subito qualcosa, dapprima indecifrabile e via via assimilabile all'amore per Mariana che non aveva mai provato tale sentimento.
Le differenze culturali e la promessa di matrimonio sembrano ostacolare la storia tra i due che, però, si arrenderanno all'evidenza in un campo pieno di farfalle, come quello in copertina.
Peccato che Mariana sembra essere maledetta, tutti quelli che ama finiscono per soffrire e spesso, causa di ciò è il perfido Rodrigo che ha per lei un attaccamento morboso e oltre i confini della follia.

Prefazione e prologo ci fanno capire che parte della storia è reale e parte è stata romanzata perchè una Mariana Enriquez che è entrata in contatto con la cultura maya c'è stata davvero, così come un religioso che ha scritto un libro con le sue memorie circa il nuovo Mondo e la cultura indigena.

La lettura a volte è stata difficile perchè le immagini evocate erano forti, basta pensare agli autodafè dell'Inquisizione Spagnola ma, anche, per la cattiveria di Rodrigo e le sue minacce che sembravano frutto di un oracolo nefasto.

Bello è stato, invece, il sentimento tra Miguel e Mariana seppure con un epilogo infelice.

Un libro che trasuda storia e cultura, che fa apprezzare le antiche civiltà precoloniali del Nuovo Mondo, interessantissimo sotto questo punto di vista.

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