venerdì 21 febbraio 2014

Commento al libro:
I panni sporchi della sinistra - I segreti di Napolitano e gli affari del PD
di Pinotti Ferruccio; Santachiara Stefano
http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/i-panni-sporchi-della-sinistra-9788861904279.php




Descrizione:
C'era una volta una sinistra seria. Inattaccabile. Affidabile."Comunista, ma perbene." Il paradigma è saltato ed è ora di guardare in faccia la realtà per quella che è veramente. Anche la sinistra ruba, inquina, specula, anche la sinistra fa affari sporchi e attacca la magistratura. Banche, sanità, cooperative, fondazioni, amministrazioni locali e regionali: scandali e inchieste hanno travolto la classe dirigente che avrebbe dovuto trasformare l'Italia in un paese "normale", persino roccaforti rosse come l'Emilia sono crollate, investite da accuse di connivenza con mafia e 'ndrangheta. Al posto dell'ideologia il denaro, l'interesse individuale, il puro potere. Ecco gli scandali del Monte dei Paschi, la scalata alla Bnl. Non serve vincere le elezioni se la gestione del potere e le ricette economiche rimangono uguali a quelle degli avversari berlusconiani. Fatti, non solo parole, dal Nord al Sud, città per città, regione per regione. Il quadro è inquietante, più che sufficiente a fotografare una malattia per la quale non sembra esserci una terapia efficace.


Recensione:
Gli autori Pinotti e Santachiara hanno analizzato una serie di inchieste giudiziarie che hanno consentito loro di accedere a documenti inediti di importante valore storico che testimoniano il mutamento dell'insieme di valori ispiratori che hanno guidato la Sinistra nei tempi più recenti, evidenziando un repentino scostamento dai riferimenti canonici della tradizione "socialista" originale.
In particolare, le contraddizioni del potere democratico che ha consentito il proliferare del precariato nel mercato del lavoro, ha appoggiato guerre alla Nato, ha finanziato le scuole private anziché focalizzare l’attenzione sulla pubblica istruzione, ha maneggiato senza alcuna trasparenza i "contributi elettorali" dei partiti, ha intessuto un legame a doppio filo con le banche, ha dimostrato interesse minimo riguardo le problematiche connesse all’antimafia ed ai pentiti. Ma rigorosamente ESTRANEO all’agenda politica del centrosinistra è rimasto non solo l’impegno in nome della legalità, ma anche l’attenzione per le pari opportunità, l’uguaglianza sul lavoro e la meritocrazia.
Solo affari ed un metodo affaristico di gestione del consenso pubblico elettorale della base.
Nei vari capitoli che compongono le tre parti del libro, gli autori si soffermano con puntiglio sui vari protagonisti del PD.

In dettaglio Giorgio Napolitano, figura centrale nella storia della sinistra italiana, caratterizza le prime pagine dove si palesano i rapporti dell’attuale Presidente della Repubblica con Berlusconi, la massoneria, la Cia e i poteri atlantici (U.S.A.). Napolitano nelle sue varie vesti istituzionali ha consentito al potere berlusconiano di perpetrarsi favorendo il passaggio di alcune leggi strettamente ad-personam che avrebbero meritato una sorte ben diversa. Dalla lettura del testo si percepisce come i rapporti fra Napolitano e il Cavaliere vadano oltre la simpatia personale; pertanto risulta incomprensibile tale vicinanza considerata la differente storia intellettuale e professionale oltre che un diverso credo politico.

Nello specifico altri: Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi, "esordiente" nazionale della politica toscana; Walter Veltroni, vincente nel mondo della comunicazione ma destinato ad avere un ruolo di eterno secondo nella politica; Massimo D’Alema che ha avuto l’illusione di poter reggere le redini della storia; Nichi Vendola, il fenomeno politico mediatico del nuovo millennio e ancora Luciano Violante raffigurato come una volpe anche nelle vignette di Forattini.

In sintesi: come detto, il libro risulta essere un preziosissimo contributo storico perchè in grado di fare luce sulle ombre che rivestono un partito che non è più strumento di comunicazione tra il popolo degli elettori e le istituzioni. L’onestà e la giustizia sociale sembrano non essere i punti cardine di un sistema politico che ha perso di vista la questione morale (incipit del libro) di cui parlava Enrico Berlinguer nel 1981: “La questione morale è fondamentale perché i partiti diano prova di sapersi rinnovare. Costituisce un punto centrale, mette fine alla commistione tra funzioni di partito e funzioni statali perché questo è il male da cui sono sorti tutti i fenomeni degenerativi nella vita politica”. Un monito che nonostante sia trascorso più di un trentennio, risulta essere ancora tragicamente attuale e mai compreso fino in fondo nella sua portata.

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