domenica 2 febbraio 2014

Feltrinelli e i grandi della musica... i titoli sulla musica più graffiante

Negli ultimi mesi Feltrinelli ha ripubblicato diversi titoli molto interessanti sulla musica più graffiante del nostro tempo.
Vi vogliamo segnalare alcuni di questi che, siamo sicuri, non mancheranno nelle librerie dei più appassionati.



Keith Richards, Life
Con i Rolling Stones, Keith Richards ha creato canzoni che hanno scosso il mondo intero, vivendo in puro stile rock’n’roll. Ora, finalmente, è lui stesso a raccontare la storia di una vita scampata a un uragano di fuochi incrociati. L’ascolto ossessivo dei dischi di Chuck Berry e Muddy Waters, lo studio della chitarra e la nascita della band, fondata insieme a Mick Jagger e Brian Jones. L’iniziale successo dei Rolling Stones e i famigerati arresti per possesso di stupefacenti, che ne hanno consacrato l’immagine duratura di eroe popolare e fuorilegge. L’invenzione di riff immortali come quelli di Jumpin’ Jack Flash e Honky Tonk Women. L’amore per Anita Pallenberg e la morte di Brian Jones. L’espatrio in Francia per motivi fiscali, i tour incendiari negli Stati Uniti, l’isolamento e la tossicodipendenza.
Il nuovo amore per Patti Hansen. L’amaro allontanamento da Jagger e la successiva riconciliazione. Il matrimonio, la famiglia, gli album solisti e gli X-Pensive Winos, e la strada che non finisce mai. Con la disarmante onestà che è il suo marchio di fabbrica, Keith Richards ci consegna la storia di una vita che tutti avremmo voluto conoscere meglio, sfrenata, impavida e autentica.
 
Neil Young, Il sogno di un Hippie
Quarant’anni di musica. Trentasei album di rock and roll, folk e country, con sfumature di blues, techno e altri stili. Una vita a scrivere canzoni e a fare musica, canzoni che sono tuttora popolari e destinate a durare nel tempo. Neil Young è tutto questo. Qui si racconta, con semplicità e passione, rifacendo la strada percorsa, dai Buffalo Springfield alle collaborazioni con Crosby, Still & Nash, i Crazy Horse e altri gruppi e artisti di eccellenza. È, quella di Young, una scrittura che ci restituisce, intatte, le ragioni che hanno nutrito, contemporaneamente, l’ispirazione del songwriter e l’uomo che ha continuato a battersi nelle battaglie civili, per la pace, per l’ambiente, per i ragazzi disabili, per quel “sogno” che non ha mai smesso di sognare.
 
Timothy White, Bob Marley - Una vita di fuoco
Non si conosce l'esatta data di nascita di Bob Marley, giamaicano di Kingston, rasta coi dreadlocks, che avrebbe voluto far ritorno nella Madre Africa presso l'imperatore d'Etiopia, l'adorato ras Tafari Halié Selassié, e che morì senza volersi far curare dai medici ‟truffatori” per un tumore al cervello nel 1981, un mese dopo aver ricevuto una delle massime onorificenze giamaicane, l'Order of Merit. Si conoscono bene invece in tutto il mondo i suoi rabbiosi inni reggae, le sue canzoni di riscatto che fanno proselitismo musicale e diffondono il culto messianico millenaristico del tafarismo. Attorno al personaggio di Marley, paladino della libertà dei neri del mondo intero e figura carismatica del panafricanismo moderno, oltre che re del reggae, sono cresciute leggende grazie anche alla sua ossessione per la privacy che gli fece proteggere la propria identità con la mistica personale. Per la sua gente era una figura simbolica, soprannaturale, una personificazione del coraggio, uno sciamano, un mago: i connazionali, ammirati del suo essere passato dalla povertà più nera alla fama internazionale, ne apprezzavano la natura ineffabile e il comportamento imperscrutabile. Ciò non ha impedito ai suoi dischi di essere ascoltati ovunque e ai suoi fan di adorarlo pur non comprendendo sempre le implicazioni del suo messaggio, con i suoi diversi livelli espressivi, le sue allegorie, la sua funzione di lotta contro la superstizione in nome della rivelazione del rasta, l'ultimo paria nero.
 
Charles R.Cross, La stanza degli specchi (biografia di Jimi Hendrix)
Jimi Hendrix (Seattle 1942-Londra 1970) è apparso come una meteora ma, pur essendo scomparso da tempo, la sua musica e il suo spirito sono ancora ben vivi nei fan di tutto il mondo. Charles R. Cross in questo libro ne racconta la storia, dalla difficile infanzia e adolescenza a Seattle all'incredibile ascesa alla celebrità nella swinging London degli anni sessanta, fino a Woodstock e agli ultimi giorni. È la storia di una parabola breve quanto significativa, che ha lasciato un segno indelebile nella storia del rock e della chitarra elettrica, la storia di una vita leggendaria, ricca di sesso, droga ed eccessi, ma anche la storia di una resistenza ad accettare il proprio ruolo di idolo, nella nostalgia di un'esistenza normale. Cross parla della vita privata e di quella pubblica, della famiglia, degli amori, degli amici, della musica e dei concerti. Ricostruendo il percorso artistico del chitarrista mancino mette in evidenza anche gli aspetti complessi e contraddittori del divo. Basandosi su documenti spesso inediti, su lettere private e sulle interviste a quanti lo conobbero bene, scrive una biografia molto ben documentata e di piacevolissima lettura su una delle più longeve leggende musicali. Con un sedicesimo di foto dell'archivio privato della famiglia Hendrix. La stanza degli specchi è stato pubblicato da Kowalski nel 2006.

‟La canzone Room Full of Mirrors racconta di un uomo intrappolato in un momento di riflessione su se stesso talmente potente da perseguitarlo perfino nei suoi sogni. L'uomo riesce a liberarsi solamente dopo aver infranto tutti gli specchi e, ferito dalle schegge di vetro, cerca un 'angelo' che possa restituirgli la libertà.”
 
Barry Miles, Franck Zappa
Barry Miles ripercorre le tappe della vita di Frank Zappa, un musicista che è stato un'autentica leggenda del rock, nonché un suo intimo amico. Racconta della sua arte, del suo impegno e dei suoi amori, lo presenta come un carismatico guru politico, ma soprattutto come un grande artista. Di origini siciliane, cresce ascoltando diversi generi musicali, dal rhythm & blues alla musica classica a quella popolare, formandosi un gusto che lo porterà a contaminare forme e fonti; suona prima la batteria, poi la chitarra, infine si concentra sulla tastiera; fonda una propria casa discografica; mostra curiosità per ogni novità musicale e tecnologica; ama giocare sui registri dell'ironia, del sarcasmo e del gioco, ma la sua musica è fatta anche di anticonformismo e critica del sistema, anzitutto di libertà creativa e sperimentazione. In questa biografia, arricchita da un bellissimo inserto fotografico tratto dall'archivio dello Zappa Family Trust e da un ricco apparato di approfondimento (note, bibliografia, indice analitico e discografia completa), Miles esplora il mondo musicale e quello privato di Zappa con la curiosità del giornalista e l'affetto dell'amico, mentre sullo sfondo intanto si staglia la sua California.
Frank Zappa è stato pubblicato per la prima volta da Kowalski nel 2006.

‟Zappa non è mai stato un hippie, casomai un beat arrivato un po' tardi. Era un solitario, in realtà un vero solista, ma se tentassimo di collocarlo da qualche parte risulterebbe di sicuro un bohémien, il tipo dell'artista come genio romantico.”
 
Luca Cerchiari, Miles Davis

Non suonare quel che c’è lì, suona quello che non c’è” Miles Davis
Miles Davis (1926-1991) è uno dei massimi protagonisti del jazz moderno e contemporaneo, e in senso generale di tutto il Novecento sonoro. Non c’è novità stilistica che non l’abbia visto fra i principali protagonisti, se non fra gli ideatori. Davis è stato un maestro della tromba, che suonava con lirismo incomparabile, e un improvvisatore di genio assoluto; un uomo dal talento sconfinato ma anche dal carattere difficile, ambizioso ed esigentissimo; un collezionista di donne bellissime e intense, ma anche una persona profondamente legata alle sue radici afroamericane. È stato un punto di riferimento della vita jazzistica, e più in genere musicale e sociale, dal dopoguerra all’e-poca della collaborazione con Gil Evans e John Coltrane, dagli anni del jazz-rock alla sua finale assunzione in una sorta di pantheon mediatico. Questo libro è lo strumento ideale per carpirne i segreti, apprezzando tutte le sfumature del suo talento e della sua straripante umanità. 

Billie Holliday, La signora canta il blues
Nessuno canta la parola ‘fame’ e la parola ‘amore’, come le canto io”
“La mamma e il babbo erano ancora due ragazzi quando si sposarono. Lui aveva diciott’anni, lei sedici, io tre.” Dagli slum di Baltimora ai café society di New York, dall’emarginazione razzista al successo e alle frequentazioni eccellenti, dai trionfi mondiali al deserto dei sentimenti e della droga, Billie Holiday non si stanca mai di inseguire quel sogno di dignità umana che, puntualmente contraddetto dalla realtà, trova però compimento nella musica. “Lady Day” parla di sé con franchezza, senza censure, con una scrittura aspra, dura, ruvidamente confidenziale. È la storia di una donna che si fa largo, turpiloquio nei denti, nel “men’s world”, nel “mondo fatto per gli uomini”, facendone il suo campo di battaglia, la sua croce di passione, di talento, di amore. Da qui il vero blues che si libera, tuttora intatto, magico e ulcerato, dalla sua voce.
 
 

 

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia un commento, ne siamo lieti. Ricordati di adottare sempre un linguaggio civile e appropriato.
NO SPAM!
Lo staff di Tuttosuilibri.com

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...