mercoledì 16 aprile 2014

recensione: VOLEVO SOLO AVERTI ACCANTO - RONALD H. BALSON

Titolo: Volevo solo averti accanto
Autore:  Ronald H. Balson
Pagine: 420 pp.
Editore: Garzanti Libri
Trama: È la sera della prima al grande teatro dell'Opera di Chicago. Morbide stole e sete frusciatiti si scostano per far largo al vecchio Elliot Rosenweig, il più ricco e importante mecenate della città. All'improvviso fra la folla appare un uomo anziano in uno smoking rattoppato. Tra le mani stringe convulsamente una pistola che punta alla testa di Rosenweig. La voce trema per la rabbia, ma lo sguardo è risoluto quando lo accusa di essere in realtà Otto Piatek, il macellaio di Zamosc, feroce criminale nazista. Ma nessuno sparo riecheggia tra i cristalli e gli specchi del sontuoso atrio. E Ben Solomon, un ebreo scampato ai campi di sterminio, viene atterrato dalla sicurezza e trascinato in prigione. Nessuno crede alle sue accuse, nessuno vuole ascoltarlo. Tranne Catherine Lockhart, una giovane avvocatessa alle prese con una scelta difficile della sua vita. Catherine conosce l'olocausto esclusivamente dai libri di scuola, eppure solo lei riesce a leggere la forza della verità negli occhi velati di Ben, solo lei è disposta ad ascoltare la sua storia. Una storia che la porta nella fredda e ventosa Polonia degli anni Trenta, a un bambino tedesco tremante e con le scarpe di cartone che viene accolto e curato come un figlio nella ricca casa della famiglia ebrea dei Solomon. Ma anche agli occhi ambrati di una ragazza coraggiosa e a una storia di amore, amicizia e gelosia che affonda le radici del suo segreto in un passato tragico.

Recensione a cura di Stefania Scarano:
Ben Solomon ha 83 anni ed è vestito di tutto punto per una serata all'opera, peccato che non sia interessato allo spettacolo quanto a smascherare un celebre magnate di Chicago, Elliot Ro.... , che ritiene essere un nazista.

Ben viene dapprima incarcerato e poi rilasciato, decide quindi di risolgersi ad un avvocato, Catherine, per far causa a quello che crede essere Otto Piotek, suo ex amico ed in seguito spietato ufficiale nazista. Anche Elliot, da parte sua, fa svogere indagini su Otto ma anche su lo stesso Ben. Quale sarà la verità?

L'inizio della storia sembra un po' lento ma, via via che Ben inizia a raccontare del suo passato il lettore viene invogliato a continuare la lettura e scoprire la verità. Allo stesso modo Catherine, dapprima disinteressata al caso, inizia ad affezionarsi a Ben ed alla sua storia.

Alcuni passaggi sono davvero duri, ho sofferto con Ben mentre riviveva le peripezie che aveva dovuto sopportare per sopravvivere e preservare i suoi affetti.

Vi è poi il processo verso il supposto nazista, da una parte Ben, Catherine e l'investigatore Liam, dall'altro un esercito di avvocati nonchè giudici di parte, per citare un'espressione del libro, la lotta tra Davide e Golia.

Ad un certo punto mi sono posta delle domande sul presente di Elliot che potevano ricondursi al passato di Otto e devo dire che ci ho preso, in qualche modo anche a Ben era venuta un'illuminazione simile.

Non capivo il senso del titolo, nonostante la storia fosse quasi alla fine, le ultime pagine però svelano l'ultima parte della storia di Ben, quella che nonostante tutto è stata una grande storia d'amore tra lui e Hanna.

Fa capire quanto l'amore possa dare forza nei momenti difficili, quanto sia in grado di sostenere chi non ha più forze o doni coraggio per affrontare le avverisità.

L'olocausto è un tema a me caro (per chi non lo sapesse già), credo non siano mai sufficienti le testimonanzie vere o romanzate che siano, è bene ricordare certe vicende, seppur dolorose.

E' stato un libro davvero stupendo, il clamore mediatico che ha avuto sin dall'uscita è del tutto giustificato, da tempo non vedevo l'ora di leggerlo e di certo ora mi è rimasto nel cuore.

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