mercoledì 3 settembre 2014

Nuove uscita Feltrinelli - Federico Rampini : Rete padrona

"Sono i nuovi Padroni dell’Universo. Ognuno di noi deve conoscerli per imparare a difendersi.”

Siamo sicuri che la rivoluzione digitale ci abbia reso più liberi?
Federico Rampini, corrispondente di Repubblica da New York, ci presenta il suo ultimo lavoro.
Un'analisi serrata sulla dipendenza dell'uomo di oggi dalla tecnologia che forse, invece di renderlo libero, lo incatena ancora di più.


Rete Padrona

Titolo: Rete Padrona
Autore: Federico Rampini
Editore: Feltrinelli Fuochi
Pagine: 288


[...] Non sono un luddista contrario per principio al progresso tecnologico: se lo fossi, non avrei subìto l’attrazione irresistibile verso la modernità che mi spinse a emigrare in California. Volevo andare a vedere da vicino il laboratorio del futuro. Quella che state per leggere non è una lamentazione a senso unico sui danni di Internet e dei gadget digitali, anche se di alcune derive patologiche bisogna essere consapevoli: il progresso è tale se ne restiamo noi i padroni.
Sono convinto che, nel bilancio finale tra i costi e i benefici della modernità, ci sia ancora un segno positivo. Dobbiamo vaccinarci contro un pessimismo cosmico che troppo spesso è un handicap psicologico della Vecchia Europa, e dell’Italia in modo particolare. Tuttavia lo stesso dibattito americano, di cui vi racconto diversi episodi in queste pagine, è animato da una corrente modernissima di critici del totalitarismo tecnologico.
Una domanda che si pone, per cominciare, è questa: chi si è appropriato dei frutti economici di questo gigantesco balzo nella nostra produttività? In molte professioni, il ciclo lavorativo dura ormai quasi 24 ore su 24, siamo sempre reperibili, non smettiamo mai di consultare le nostre email, di ricevere e inviare sms. Ma a questa fantastica crescita della produttività non ha corrisposto un aumento dei nostri stipendi. Anzi, in tutto l’Occidente la maggioranza della popolazione lavorativa, ceto medio incluso, vive una prolungata stagnazione dei redditi, se non un arretramento nel tenore di vita rispetto all’Età dell’oro degli anni settanta-ottanta.
L’economia digitale gioca degli strani scherzi. Un esempio è quello illustrato dall’economista di Berkeley (ed ex ministro del Lavoro di Bill Clinton) Robert Reich, nel suo bel documentario Inequality for All. Reich rivela che il massimo profitto dalla vendita di ogni iPhone non va in Cina (dove vengono fabbricati e assemblati molti componenti) bensì in Germania, dove una minuscola cricca di ingegneri concepisce alcuni dei componenti più pregiati.
A un’era di abnorme dilatazione delle diseguaglianze, i “cattivi del web” reagiscono con la filantropia. Da Bill Gates a Mark Zuckerberg, è una nobile gara di generosità per aiutare i più deboli, i perdenti, gli sconfitti. Intanto nelle loro aziende continua a non esserci neppure l’ombra del sindacato. E colossi digitali come Apple e Google figurano tra i campioni mondiali dell’elusione fiscale. Il volto prepotente e malefico della Rete ci riguarda tutti. Sono loro i nuovi Padroni dell’Universo. Ogni cittadino del mondo deve conoscerli, per imparare a difendersi.




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