domenica 27 dicembre 2015

Recensione: ABELA - La bambina che guardava i leoni - BERLIE DOHERTY


Titolo: Abela - La bambina che guardava i leoni
Autrice: Berlie Doherty
Editore: Piemme
Collana: Battello a Vapore
Pagine: 259
Trama: Sii forte, Abela. Queste sono le ultime parole della mamma. E, in effetti, servirà tanta forza alla ragazzina africana per sopravvivere a tutte le prove della vita, specie quando lo spietato zio Thomas deciderà di sfruttarla per ottenere un permesso di soggiorno in Inghilterra... Rosa non ne vuole sapere di avere una sorellina, meno che mai adottata. Così combatte una guerra di nervi con la mamma, che invece vorrebbe portare nella loro famiglia chi ha avuto meno fortuna... Due vite diverse che si incontrano in un lieto fine di struggente dolcezza, dove niente è dato per scontato, niente viene scontato, ma alla fine tutto viene perdonato. Età di lettura: da 12 anni.
 
Recensione a cura di Stefania Scarano:
La storia è quella di due bambine, Abela e Rosa, così i capitoli si alternano con le loro rispettive storie.

Abela è una bambina africana, ha perso suo padre e ora anche sua madre e la sua sorellina sono malate. Nonostante un lungo e disperato cammino verso l'ospedale, la mamma di Abela non si salva, come quasi tutta la sua generazione è malata di AIDS, la piaga che imperversa in gran parte dell'Africa. Rimasta con la sola nonna, Abela rivede uno zio che cerca di sfruttarla per rientrare in Inghilterra e così si ritrova in un altro Paese, lontana dalla propria terra ed in balia degli eventi. Riuscirà a tornare ad essere felice?

Rosa, invece, è una tredicenne inglese, ama il pattinaggio e vede sua madre come la sua migliore amica. Rosa e sua madre sono sole ed hanno i loro equilibri ma, quando la mamma le comunica che ha intenzione di adottare un'altra figlia, gelosia e timori si fanno spazio nella sua vita. Alla fine arriva un bambino invece di una bambina e anche in questo caso Rosa non lo vede si buon occhio, peccato che quando inizierà ad amarlo saranno separati. Riusciranno lei e sua madre ad allargare la famiglia?

La contrapposizione tra le due storie spinge a considerare Rosa come una bambina egoista mentre Abela come la vittima ma, di fatto, entrambe sono solo delle bambine che subiscono eventi più grandi di loro. Abela ha una grande forza, per la sua giovane età ne ha passate davvero troppe eppure non demorde, è davvero stoica. Rosa, poi, è solo una ragazzina con le sue paure, capirà però di poterle superare in quanto piena d'amore da dare.

Una lettura per ragazzi che di certo non dispiace anche agli adulti.

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