lunedì 28 marzo 2016

Recensione: Vento dall'Est di Chiara Albertini

Cari lettori, 
la nostra fida collaboratrice Iaia ha recensito per noi un altro lavoro di Chiara Albertini.

Dopo "Nel cuore di una donna" recensito l'anno scorso, oggi Iaia ci presenta la recensione di "Vento dall'Est".



Chiara Albertini
Vento dall'Est


Titolo: Vento dall'Est
Autore: Chiara Albertini
Editore: Self publishing
Pagine: 150

Il vento... Dove potrebbe portarti, se decidessi di ascoltarlo? Lungo quali sentieri nascosti, inaspettati potrebbe condurti, se ti affidassi a lui?
C'è un vento per ogni stagione. 
E c'è un vento per le stagioni dell'anima...
Una storia delicata, emozionante, fatta di rivelazioni, di incontri, un lungo viaggio in più vite, dove reale e immaginario si sovrappongono e si scontrano, un complesso gioco di scelte, dove il possibile e l'impossibile si fondono e si confondono fra i richiami del passato e i riflessi del presente.

Recensione a cura di Iaia: 

La sinossi che presenta questo testo ha fatto centro. C'è una storia, ma c'è principalmente il "pensiero" dei personaggi velato da una profonda malinconia e da pochi momenti di gioia. 
E' un viaggio interiore e reale dei protagonisti che si incontrano, si perdono e si ritrovano e in tutto questo arco di tempo l'evoluzione dell'anima subisce cambiamenti che portano a fare delle scelte a volte giuste a volte sbagliate, a seconda di chi legge e interpreta, credo, perché ogni essere umano, durante la sua vita, è quasi costretto a optare per una cosa o l'altra. 
Ogni scelta ha una conseguenza sia per se stessi che per chi ti è vicino e quindi bisogna affrontare, nel modo in cui si è capaci, ciò che la realtà ti offre.
C'è un leit motiv che accompagna questo racconto ed è una specie di filastrocca tratto dal film Mary Poppins e cantata da Bert, quel personaggio un po' magico amico della tata:

Vento dall’Est,
la nebbia è là…
Qualcosa di strano
fra poco accadrà…
Troppo difficile
capire cos’è…
Ma penso che un ospite
arrivi per me…
Questa frase, trascritta a mano su un foglietto, sarà un cardine dei pensieri dei protagonisti e che accompagnerà questi personaggi nelle loro vite.
La malinconia e a volte la tristezza profonda, avviluppano i vari attori, che sono persone molto sensibili. 
Hanno amato in modo totale, ma poi si sono trovati anche soli. 
La felicità provata brevemente è stata intensa e in un attimo è scomparsa, quindi il dover continuare a vivere in un primo momento con rabbia, con odio nei confronti del mondo e in un secondo tempo con ricordi che tornavano alla mente facendo presa sull'amore che avevano provato sarà il filo conduttore di tutta la vicenda.
Il libro mi è piaciuto molto, mi ha commosso intensamente e ho pensato che non tutti sarebbero riusciti, nella vita reale, a superare i vari ostacoli che i personaggi hanno dovuto oltrepassare, specialmente Ben, il protagonista, che ha suscitato in me sentimenti contraddittori.
All'autrice farei una domanda: perché non si è più soffermata sui personaggi secondari, buoni e cattivi, e farci sapere che fine abbiano fatto? 
A dire il vero, questo mi è mancato.

E' un libro che consiglio, ma non aspettatevi solo un storia d'amore, perché tutto il libro è amore che ha fatto scegliere a Ben e a Tracy una vita che ha coinvolto loro stessi e chi era loro vicino.








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