giovedì 10 novembre 2016

Rachele Di Luca - La ballata del sei maggio

Nel mese di  maggio del 1976, la terra del Friuli veniva colpita da una delle tragedie più grandi della storia del paese.
Un terremoto di magnitudo 6.5 (scala Richter) con epicentro fra i paesi di Gemona e Artegna si portava via quasi mille persone, ne faceva sfollare più di centomila e distruggeva quasi ventimila case.

In poco meno di un minuto l'Orcolat distrusse il cuore di un paese che, con ancora le lacrime agli occhi, si rimboccò le maniche e iniziò subito la faticosa ricostruzione. 
Io ero ancora una bambina, abitavo a ottanta chilometri dal cuore della tragedia ma ricordo benissimo la terribile scossa e a quarant'anni dalla tragedia il ricordo è ancora vivo nel cuore di tutti i friulani.

Rachele Di Luca, autrice friulana, ha voluto rievocare con un'opera molto particolare e intensa quella sera, quei cinquanta secondi che hanno trasformato per sempre migliaia di vite fino a quel giorno tranquille e serene.

Attraverso le potenti parole ricamate sulle pagine in forma poetica, Rachele ha saputo dare voce al dolore, alla tragedia, al silenzio assordante della vita subito dopo la scossa.
Le parole vengono abbracciate dal commento musicale allegato al libro, composto da Angelo Giordano, poliedrico e profondo musicista, dall'immensa professionalità e sensibilità artistica. 



 Rachele Di Luca


La ballata del sei maggio






Titolo: La ballata del sei maggio
Autore: Rachele Di Luca
Editore: Media Naonis Edizioni



La ballata del sei maggio è una calata nella memoria del terribile sisma che nel 1976 devastò paesi e gente del Friuli. 
A quarant’anni di distanza una rilettura nella chiave di una rifiorita creatività artistica è il segno di un’elaborazione storica avvenuta: quando tutto – i segni materiali, gli edifici, le strutture, la normalità del vivere – è stato ricostruito, è la potenza elegiaca della parola e dell’arte quella a cui si può e si deve lasciare campo per nutrire, confermare, riaprire cuori e anime. 
Non a caso Rachele Di Luca ha scelto la formula della poesia, evocativa, stringente, emotivamente aperta alla suggestione, e l’ha voluta accompagnare col segno lucido e guizzante della grafica a china di Gigi Di Luca, schizzo in bianco e nero di un mondo di ieri coagulato nell’identità e nel bagaglio dell’appartenenza. 
Il viaggio si completa con la forza della voce narrante di Chiara Donada e del commento musicale composto da Angelo Giordano per il cd allegato al libro, vera e propria messa in scena uditiva e vitale di una parola ritrovata nella sua limpidezza oltre il silenzio delle cancellazioni e del tempo.
Le grafiche di Gigi Di Luca hanno una rara forza evocativa, i protagonisti, testimoni umani e resti di edifici, legati nella disgrazia, compaiono nei disegni sulla carta usciti dalla punta fine della penna intrisa nell’inchiostro di china, chiusi nel dettaglio che materializza magistralmente l’idea dell’abbandono nelle grinfie del dolore: la disperazione di non trovare quasi nulla del necessario tra le poche cose salvate, l’isolamento di ognuno nel proprio dramma, le silhouettes umane sagome senza logos impietrite dallo stupore, sedute su fragili panche improvvisate, le gambe incrociate come radici irremovibili, le mani a scudo dello sguardo spento 
(dalla postfazione “La voce dei mattoni” di Victoria Dragone).


L'autrice

Rachele Di Luca, nata a Palmanova (Ud) nel 1966, è
Laureata in Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, vive e lavora tra San Giorgio di Nogaro e Udine.
Impegnata nel sociale e nella politica, è operatrice
culturale con incarichi presso istituzioni scolastiche,
associazioni, enti e pubbliche amministrazioni. Attiva
da 25 anni nella divulgazione della storia dell’arte,
organizza corsi, tiene conferenze, presenta mostre,
conduce laboratori didattici e visite guidate. 
Dal 1990 è regista e direttrice artistica della compagnia Teatro Zero Meno, avendo all’attivo decine di spettacoli per bambini e per adulti, letture, rassegne ed eventi multimediali.
Dal 2010 progetta e coordina le attività dello
spazio culturale dell’Accademia dell’Incanto a San
Giorgio di Nogaro. Scrittrice, già vincitrice nel 1994 del concorso nazionale “Un racconto per l’ambiente”, ha pubblicato numerosi articoli, recensioni e racconti in riviste, periodici e antologie e ha collaborato alla stesura del libro San Giorgio di Nogaro
Il suo primo romanzo, Il cuore e le sette spade, è del 2009. 
È uscito il 19 marzo 2016, in concomitanza con la prima dell'omonimo monologo alla Casa della Musica di Cervignano del Friuli, il testo teatrale Un metro cubo d'infinito. Riflessioni sul femminicidio.


Il Musicista

Angelo Giordano trentino, ma solo di origine, 54 anni, di cui 41 passati a fare musica, di qualsiasi genere, ma sempre per necessità interiore, prima di ogni altra cosa. 
Passa dal rock al pop, dalla classica al jazz, dal reggae alla disco dance e all’afro, all’ambient, dal metal al latin pop, al tango argentino, alla scrittura di musiche per documentari, jingles pubblicitari, installazioni multimediali e accompagnamento di letture di poesie o di pièces teatrali. Dedica gli ultimi 20 anni allo studio della musica etnica e popolare in generale e del flamenco e della musica mediorientale in particolare. 
Polistrumentista (chitarra, oud, saz, charango, basso, cajon e percussioni) e cantante, è particolarmente affascinato dal “suono” che qualsiasi oggetto, anche il più banale, può emettere e dalle modalità in cui può essere utilizzato per riprodurre effetti, evocare ricordi o creare sensazioni. Vanta anche una lunga esperienza come tecnico teatrale e del suono sia dal vivo che in studio di registrazione, collaborando a numerose produzioni discografiche e tour di artisti nazionali e internazionali.

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